Donald Trump ha accusato il sistema elettorale statunitense di essere vulnerabile alla frode e alle interferenze straniere, citando il presunto furto di dati cinesi e la manomissione delle elezioni venezuelane. Nel suo discorso alla nazione, ha affermato che la Cina ha rubato i dati di 220 milioni di elettori americani e che la CIA ha scoperto un complotto del regime venezuelano per manipolare le elezioni del 2020. Ha anche criticato l'attuale infrastruttura di voto come insicura e ha chiesto il rilascio di documenti classificati per dimostrare le vulnerabilità. Trump ha ulteriormente attaccato il sistema per aver permesso a oltre 278.000 non cittadini di votare, collegando queste affermazioni alla sua continua ossessione per le elezioni del 2020 e alle preoccupazioni sui potenziali sforzi per alterare le elezioni di metà novembre. Il governatore democratico Gavin Newsom ha immediatamente respinto le accuse di Trump come infondate.
Lettura del bias (Conservatore): L'articolo inquadra le accuse di Trump come credibili e urgenti, usando un linguaggio forte come "vulnerabili ai brogli", "rubato dati" e "frodi elettorali".




