L'amministrazione Trump ha avviato lo smantellamento dell'Ocean Observatories Initiative (OOI), una vasta rete di oltre 900 sensori di acque profonde progettati per raccogliere dati cruciali sugli ecosistemi marini, le correnti oceaniche e le tendenze climatiche globali.
Tuttavia, il consiglio di amministrazione della NSF, che in precedenza aveva supervisionato il programma, è stato sciolto sotto l'attuale amministrazione, portando al processo di disattivazione, che dovrebbe essere completato entro il prossimo anno.
Secondo i rapporti, la decisione di smantellare l'OOI è stata influenzata dalle raccomandazioni delineate nel Progetto 2025 della Heritage Foundation, un piano politico globale volto a rimodellare la governance federale. Questo piano sottolinea il passaggio di attenzione verso l'estrazione delle risorse piuttosto che il monitoraggio ambientale, suggerendo che l'OOI è stato visto come uno strumento per promuovere l'"isteria climatica" evidenziando gli effetti negativi della combustione di combustibili fossili sulla salute degli oceani.
David Helvarg, direttore esecutivo di Blue Frontier ed esperto di politica oceanica, ha sottolineato l'importanza delle capacità di raccolta dati dell'OOI. Ha descritto la rete come "gli occhi e le orecchie della scienza nell'oceano", fornendo informazioni essenziali sulla circolazione oceanica, sul riscaldamento e sui cambiamenti ecologici. Helvarg ha osservato che i dati raccolti dall'OOI sono vitali per comprendere l'impatto dei cambiamenti climatici sulla vita marina, incluso il degrado delle barriere coralline e delle foreste di alghe. Ha sottolineato che la perdita di tali dati potrebbe ostacolare gli sforzi per affrontare l'urgente necessità di abbandonare i combustibili fossili, che contribuiscono in modo significativo al riscaldamento e all'acidificazione degli oceani.
In Alaska, la potenziale perdita dell'OOI ha suscitato notevoli preoccupazioni tra le comunità locali e le parti interessate. Come il più grande produttore di frutti di mare negli Stati Uniti, l'Alaska si basa fortemente sui dati forniti dall'OOI per gestire efficacemente la sua pesca.
I critici sostengono che la decisione di smantellare l'OOI si allinea con gli obiettivi del Progetto 2025, che inquadra la ricerca oceanica e atmosferica sponsorizzata dal governo come fonte di "allarmismo climatico".
Le implicazioni della disattivazione dell'OOI vanno oltre le preoccupazioni immediate sulla disponibilità dei dati. Gli scienziati avvertono che la perdita di questa rete potrebbe avere un impatto grave sull'accuratezza delle previsioni meteorologiche e delle previsioni di El Niño, che sono cruciali per la preparazione contro eventi meteorologici estremi. L'assenza di dati in tempo reale dall'OOI può portare ad una maggiore incertezza nella previsione e nella risposta ai disastri naturali, potenzialmente influenzando sia la sicurezza umana che la stabilità economica nelle regioni costiere.
As the situation unfolds, the ongoing debate surrounding the balance between environmental monitoring and resource exploitation continues to shape discussions around the future of oceanic research and policy-making.
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