Australia🏛️ PoliticaConservatoreTrascurata dai progressisti22/08/2026
Tony Abbott sostiene l'offerta di denigrazione razziale della Corte Suprema di Pauline Hanson
Il 22 agosto 2026, l'ex primo ministro Tony Abbott ha espresso sostegno alla contestazione legale di Pauline Hanson contro una sentenza giudiziaria che la trovava aver razzalmente diffamato un senatore dei Verdi, Mehreen Faruqi. Hanson ha chiesto il permesso di fare appello presso l'Alta Corte dopo che la Corte federale ha confermato la conclusione che il suo commento 'piss off back to Pakistan' ha violato la Sezione 18C del Racial Discrimination Act. Abbott ha sostenuto che la Sezione 18C rappresenta una minaccia per la libertà di parola, allineando il Partito liberale con il partito One Nation su questa questione.
Tony Abbott, presidente del Partito Liberale, ha pubblicamente appoggiato l'offerta dell'Alta Corte di Pauline Hanson di contestare una sentenza della corte federale che ha trovato le sue osservazioni nei confronti della senatrice dei Verdi Mehreen Faruqi costituire una diffamazione razziale ai sensi della Sezione 18C della legge sulla discriminazione razziale. La mossa arriva dopo che la Corte federale ha confermato la decisione che il commento di Hanson, dicendo a Faruqi di "piss off back to Pakistan", ha violato la legge. Abbott, parlando a Toowoomba il 22 agosto 2026, si è allineato con One Nation sulla questione della libertà di parola, affermando che la Sezione 18C rappresenta un rischio per la libertà di espressione.
Hanson, che guida il partito minore One Nation, ha annunciato la sua intenzione di chiedere il permesso di appellarsi alla Corte Suprema. Il suo team legale ha trascorso quasi quattro anni a contestare varie sentenze ai sensi della Sezione 18C, durante le quali il partito ha sostenuto circa 800.000 dollari in spese legali. In una dichiarazione, Hanson ha inquadrato il caso non come uno sforzo per proteggere i politici dalla responsabilità, ma come una lotta per il diritto dei cittadini comuni a impegnarsi nel discorso politico senza paura di essere zittiti.
Ha sostenuto che molti australiani esitano a discutere argomenti sensibili come l'immigrazione, la razza e la politica indigena a causa delle preoccupazioni di essere etichettati come razzisti o di affrontare conseguenze legali. La sezione 18C del Racial Discrimination Act vieta azioni che offendono, insultano, umiliano o intimidiscono individui o gruppi in base a razza, etnia o altre caratteristiche protette.
I suoi sforzi hanno incontrato la resistenza sia delle comunità musulmane che ebraiche, così come del pubblico in generale, portando a un'inversione della sua posizione prima delle elezioni. All'epoca, ha citato la necessità di preservare l'unità nazionale come un fattore chiave nella sua decisione. Negli ultimi mesi, la Coalizione ha affrontato divisioni interne su come bilanciare la libertà di espressione con la protezione dell'incitamento all'odio, specialmente sulla scia dell'atrocità di Bondi Beach. L'incidente ha spinto a chiedere salvaguardie più forti per le comunità ebraiche, ma ha anche sollevato preoccupazioni sul targeting involontario di gruppi religiosi sotto misure più ampie anti-vilificazione.
Il Ministro degli Affari Interni Tony Burke, in rappresentanza del governo, ha criticato l'opposizione per quello che ha descritto come un dibattito astratto sulla libertà di parola. Ha chiesto se il Partito Liberale credeva che agli australiani dovesse essere permesso di fare dichiarazioni più razziste e li ha esortati a specificare quali forme di parola ritenevano accettabili. Burke ha affermato che il quadro giuridico esistente si è evoluto attraverso anni di decisioni giudiziarie e non opera con una "bassa soglia" per il perseguimento.
Nel frattempo, Abbott e il leader dell'opposizione Angus Taylor si sono posizionati come sostenitori della libertà di parola, anche se il loro sostegno al caso di Hanson sembra essere più simbolico che indicativo di un più ampio cambiamento legislativo.
L'esito dell'appello potrebbe influenzare le future discussioni sul ruolo della legislazione sull'incitamento all'odio in Australia, in particolare mentre le tensioni politiche continuano ad evolversi intorno a questioni di identità, immigrazione e coesione sociale.
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Il 22 agosto 2026, l'ex primo ministro Tony Abbott ha espresso sostegno alla contestazione legale di Pauline Hanson contro una sentenza giudiziaria che la trovava aver razzalmente diffamato un senatore dei Verdi, Mehreen Faruqi. Hanson ha chiesto il permesso di fare appello presso l'Alta Corte dopo che la Corte federale ha confermato la conclusione che il suo commento 'piss off back to Pakistan' ha violato la Sezione 18C del Racial Discrimination Act. Abbott ha sostenuto che la Sezione 18C rappresenta una minaccia per la libertà di parola, allineando il Partito liberale con il partito One Nation su questa questione.
Lettura del bias (Conservatore): L'articolo inquadra la discussione sulla libertà di parola come un principio fondamentale dei conservatori, allinea Tony Abbott con il partito di destra One Nation e sottolinea i rischi percepiti della Sezione 18C per la libertà di espressione.
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Il 22 agosto 2026, l'ex primo ministro Tony Abbott ha espresso sostegno alla sfida legale di Pauline Hanson contro una sentenza del tribunale che la ha trovata di aver razzalmente diffamato un senatore dei Verdi, Mehreen Faruqi. Il caso si concentra sulla sezione 18C del Racial Discrimination Act, che vieta la diffamazione razziale. Abbott ha sostenuto che la legge rappresenta una minaccia per la libertà di parola, allineandosi con la posizione del partito One Nation.
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