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Il divieto di TikTok divide la Commissione europea
BE🏛️ PoliticaCentro12 h fa

Il divieto di TikTok divide la Commissione europea

La Commissione europea sta affrontando divisioni interne sulla creazione di un account ufficiale TikTok. Mentre la Commissione monitora TikTok per la protezione dei dati e le questioni di sicurezza informatica, non vi è alcuna indicazione di cambiamenti politici imminenti. Alcuni funzionari si oppongono all'istituzione di una presenza ufficiale sulla piattaforma, citando preoccupazioni per l'influenza russa e la necessità di mantenere il controllo sui messaggi. Altri esprimono frustrazione per l'assenza della Commissione da una piattaforma ampiamente utilizzata dai giovani europei per notizie e opinioni. Nel frattempo, la Commissione sta espandendo la sua presenza su YouTube, che ha oltre 500.000 abbonati. Questa decisione contrasta con gli sforzi del presidente Ursula von der Leyen di impegnarsi con gli influencer su TikTok attraverso il suo prossimo discorso sullo stato dell'Unione.

The European Commission faces internal division over whether to lift its ban on TikTok, with some officials advocating for greater engagement on the platform while others remain skeptical. According to multiple insiders, the Commission continues to monitor TikTok's compliance with data protection and cybersecurity standards, though there is no indication of imminent changes to its current stance. This disagreement reflects broader tensions within the institution as it seeks to better connect with younger Europeans through digital channels. The debate intensified following recent discussions among senior officials, during which several voices emerged. Dana Spinant, the Commission’s director-general for communications, has expressed opposition to establishing an official TikTok account, according to one insider. Spinant has not responded to requests for clarification on his position. Another official noted that some members of the Commission’s cabinet have grown frustrated with the lack of institutional presence on TikTok, a platform where many young Europeans consume news and form opinions. These officials argue that the Commission risks losing relevance by failing to engage directly with users on the platform. Conversely, other officials emphasize the need for caution, citing concerns over data privacy and security. One official pointed out that Russia does not hesitate to use social media to shape public sentiment in Europe, suggesting that the Commission must avoid appearing vulnerable or inconsistent in its approach. This perspective underscores the delicate balance the Commission must strike between maintaining regulatory oversight and adapting to evolving communication strategies. President Ursula von der Leyen and her team are actively pursuing ways to increase their visibility among younger audiences, particularly through social media. As part of this effort, von der Leyen plans to invite influencers, some of whom regularly post content on TikTok, to address the European Parliament during her upcoming State of the Union speech. This move has drawn criticism from certain officials, who find it contradictory that the Commission encourages external voices to represent its messages on a platform it refuses to officially join. One insider described the situation as ironic, noting that the Commission is promoting influencer engagement on TikTok while simultaneously avoiding direct participation. This perceived inconsistency highlights the growing challenge faced by EU institutions in navigating the rapidly changing digital landscape. Some officials believe that the Commission’s reluctance to embrace TikTok stems from lingering concerns about data governance and national sovereignty, especially given the platform’s Chinese ownership. In response to these challenges, the Commission appears to be shifting its focus toward YouTube, a U.S.-based platform where it maintains a substantial presence. Two officials confirmed that the Commission currently has over 500,000 subscribers on its YouTube channel, indicating a strategic preference for platforms that align more closely with existing regulatory frameworks. While this strategy allows the Commission to maintain control over its messaging, it also raises questions about how effectively it can engage with younger demographics who predominantly use TikTok for information and entertainment. As the discussion continues, the outcome of this internal debate will likely shape the Commission’s future approach to digital communication. Whether it chooses to expand its presence on TikTok or continue relying on established platforms like YouTube remains uncertain. For now, the divide within the Commission reflects the complex interplay between regulation, technological trends, and the need for modernization in public outreach.

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Il divieto di TikTok divide la Commissione europea

La Commissione europea sta affrontando divisioni interne sulla creazione di un account ufficiale TikTok. Mentre la Commissione monitora TikTok per la protezione dei dati e le questioni di sicurezza informatica, non vi è alcuna indicazione di cambiamenti politici imminenti. Alcuni funzionari si oppongono all'istituzione di una presenza ufficiale sulla piattaforma, citando preoccupazioni per l'influenza russa e la necessità di mantenere il controllo sui messaggi. Altri esprimono frustrazione per l'assenza della Commissione da una piattaforma ampiamente utilizzata dai giovani europei per notizie e opinioni. Nel frattempo, la Commissione sta espandendo la sua presenza su YouTube, che ha oltre 500.000 abbonati. Questa decisione contrasta con gli sforzi del presidente Ursula von der Leyen di impegnarsi con gli influencer su TikTok attraverso il suo prossimo discorso sullo stato dell'Unione.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta molteplici prospettive all'interno della Commissione europea senza favorire apertamente nessuna delle due parti.

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