Il terremoto ha colpito la Colombia occidentale lunedì, uccidendo almeno 169 persone e ferendone altre decine, con squadre di soccorso che setacciano le macerie nella terza città più grande del paese. Almeno 1.600 edifici sono stati danneggiati, con 61 completamente crollati, secondo il presidente colombiano Abelardo de la Espriella, che ha dichiarato lo stato di emergenza per accelerare gli sforzi di recupero. L'epicentro era a San Jose del Palmar, una piccola comunità nella regione del Choco, a circa 250 miglia a ovest di Bogotà. Il terremoto è stato il più forte registrato in Colombia nel 21 ° secolo, secondo il servizio geologico del paese, e è stato seguito da diverse scosse di assestamento.
La devastazione si è diffusa in più regioni, con almeno 40 morti nella regione Risaralda, dove si trova Pereira, e 27 nella regione Valle del Cauca, dove si trova Cali.
Una delle storie più strazianti è emersa da Pereira, dove una donna di 32 anni di nome Daniela Largo è stata salvata viva dopo essere rimasta intrappolata sotto le macerie per 36 ore. I vigili del fuoco di Bogotá e la polizia nazionale hanno lavorato per 10 ore per scavare attraverso quattro strati di cemento per raggiungerla. Sua madre ha attribuito a un residente locale di aver sentito le sue grida di aiuto, portando alla sua eventuale salvezza. Il presidente de la Espriella ha salutato l'evento come un simbolo di speranza, condividendo la notizia sui social media. I residenti hanno descritto il caos mentre gli edifici crollavano e la polvere riempiva l'aria. Jorge Moncayo, un tassista di 64 anni a Cali, ha raccontato di aver visto salire pennacchi di polvere mentre le strutture cadevano.
In un quartiere, l'edificio Brisas del Limonar è crollato completamente, intrappolando 25 persone all'interno. Il sindaco della città, Alejandro Eder, ha confermato che 40 edifici sono crollati, con 25 ancora dispersi. Il terremoto ha anche gravemente colpito l'Asse del Caffè, una regione economica vitale nota per la produzione di caffè Arabica di alta qualità.
La regione, riconosciuta dall'UNESCO per il suo patrimonio culturale e le pratiche agricole sostenibili, affronta sfide significative nel recupero. Il crollo di un ospedale a Cali ha ulteriormente esacerbato la crisi, con più pazienti intrappolati sotto le macerie e altri 600 evacuati per le strade. I soccorritori di emergenza si sono affrettati a estrarre i sopravvissuti, con almeno quattro persone salvate con successo dai resti. Nel frattempo, in Indonesia, si è svolto un evento separato ma altrettanto catastrofico.
Il terremoto, che si è verificato a una profondità di 10 chilometri, ha innescato frane e danneggiato oltre 900 case, costringendo migliaia di persone a fuggire dalle loro case. Un avviso di tsunami è stato emesso, ma in seguito sollevato. Le squadre di soccorso hanno affrontato immense sfide a causa del terreno accidentato e dell'isolamento di molti villaggi colpiti. Almeno 24 persone sono morte nella reggenza di Manggarai, con ulteriori vittime segnalate nelle regioni vicine. Il terremoto ha anche interrotto le infrastrutture critiche, comprese strade e reti di comunicazione, complicando gli sforzi di soccorso.
A Labuan Bajo, una città costiera vicino al Parco Nazionale di Komodo, l'autostrada Trans-Flores è stata parzialmente bloccata da frane, isolando diverse comunità. I servizi di emergenza hanno distribuito cibo, acqua e forniture mediche agli sfollati, mentre gli sforzi sono continuati per ripristinare l'energia e le comunicazioni. L'incidente serve come un triste promemoria della vulnerabilità dell'Indonesia all'attività sismica, data la sua posizione sull'Anello di Fuoco del Pacifico. In entrambe le nazioni, il bilancio umano continua ad aumentare, con famiglie in cerca di persone care e comunità alle prese con le cicatrici fisiche ed emotive di questi disastri.
Gli sforzi di soccorso sono in corso, ma il cammino verso la ripresa rimane incerto, segnato dall'enorme portata della distruzione e dalle sfide poste dai luoghi remoti e dalle risorse limitate.
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