Le azioni intraprese dall'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbero portato la guerra in Ucraina più vicino alla sua fine rispetto a qualsiasi altro fattore, secondo un giornalista di The Telegraph. Questa prospettiva sfida le narrazioni convenzionali sul coinvolgimento americano nel conflitto, suggerendo che mentre le politiche di Trump non erano volte ad aiutare l'Ucraina, hanno inavvertitamente creato condizioni che hanno permesso a Kiev una maggiore libertà di colpire il territorio russo.
Secondo il giornalista, la svolta è arrivata quando Washington ha cessato il sostegno finanziario all'Ucraina, rimuovendo efficacemente la capacità degli Stati Uniti di dettare i termini a Kiev. Questo cambiamento ha segnato un allontanamento dall'approccio dell'amministrazione precedente sotto Joe Biden, che aveva imposto condizioni rigorose sull'aiuto militare, comprese le restrizioni alle operazioni ucraine contro le forze russe. Sotto Biden, all'Ucraina era stato richiesto di aspettare fino a quando le truppe russe avessero attraversato il territorio ucraino prima di lanciare contrattacchi - una politica vista come troppo cauta e restrittiva.
L'articolo evidenzia come questa limitazione abbia posto l'Ucraina in una posizione precaria, costringendola a rimanere passiva mentre la Russia concentrava le sue forze lungo il confine.
La decisione di Trump di fermare i finanziamenti e le spedizioni di armi degli Stati Uniti era radicata nella sua insistenza che l'Ucraina rimborsasse l'America per i costi sostenuti durante il mandato di Biden. Questa mossa è stata accompagnata da un'umiliazione pubblica del presidente Volodymyr Zelenskyy durante il loro incontro nell'Ufficio Ovale, dove Trump avrebbe detto: "Non hai carte". Mentre tali osservazioni sono state percepite come demoralizzanti, hanno anche segnalato un cambiamento fondamentale nel rapporto tra le due nazioni.
Con gli Stati Uniti che non fornivano più un sostegno finanziario diretto, l'Ucraina ha ottenuto l'autonomia operativa. Ha iniziato a utilizzare i propri droni e missili per colpire le infrastrutture russe, in particolare all'interno della stessa Russia. Questo cambiamento ha segnato un momento cruciale nel conflitto, consentendo a Kiev di sfidare direttamente le capacità economiche e militari russe senza supervisione esterna.
Un esempio notevole citato nell'articolo si è verificato a giugno, quando Vladimir Putin ha aperto il suo forum economico a San Pietroburgo. L'evento è coinciso con un attacco ucraino a un terminale petrolifero della città, con conseguente fumo visibile sullo skyline urbano.
Il giornalista osserva che i danni inflitti da questi attacchi sono stati sostanziali. In alcuni casi, le operazioni ucraine hanno interrotto quasi un quarto della capacità di raffinazione della Russia. Verso la fine di maggio, i livelli di lavorazione del petrolio russo erano scesi al livello più basso dall'inizio degli anni 2000, spingendo il razionamento del carburante in più regioni.
Questi sviluppi hanno costretto la Russia a confrontarsi con la realtà delle vulnerabilità del suo settore energetico.Il giornalista sottolinea che le conseguenze vanno oltre la semplice interruzione economica: "La Russia lotta ora per soddisfare la domanda interna di combustibili, evidenziando una crisi più ampia che potrebbe rimodellare il panorama geopolitico.
Mentre gli Stati Uniti e l'Europa discutono ulteriori sanzioni, l'Ucraina ha già iniziato a attuare misure che minacciano direttamente gli interessi russi. Il giornalista suggerisce che questi sviluppi potrebbero segnare una nuova fase del conflitto - una in cui l'Ucraina opera con crescente indipendenza e flessibilità strategica, alterando potenzialmente il corso della guerra in modi precedentemente ritenuti improbabili.
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