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Meno della metà del Paese è "orgogliosa di essere britannica" - ed è peggio per la Generazione Z
United Kingdom🏛️ PoliticaCentro7 gg fa

Meno della metà del Paese è "orgogliosa di essere britannica" - ed è peggio per la Generazione Z

Un recente sondaggio del think tank Demos rivela un significativo declino dell'orgoglio nazionale in vari aspetti dell'identità britannica. L'orgoglio di essere britannico è sceso dal 74% nel 2011 al 47% nel 2026, con un calo ancora più marcato tra la Generazione Z. L'orgoglio nella storia britannica è anche sceso, dal 65% al 39%, con i minori di 25 anni che mostrano una drammatica diminuzione dal 54% al -4%. L'orgoglio per la posizione globale della Gran Bretagna, il Parlamento e la monarchia è diminuito allo stesso modo, con alcune metriche che diventano negative. Al contrario, l'orgoglio nelle comunità locali è aumentato dal 29% al 40%, suggerendo un cambiamento verso la valutazione delle connessioni locali rispetto all'identità nazionale. Il rapporto evidenzia una crescente disconnessione tra cittadini e istituzioni nazionali, avvertendo di una potenziale crisi democratica. I risultati fanno parte del rapporto di Demos 'A Place for Pride 2026,' che chiede un maggiore impegno civico e una riforma istituzionale.

In una critica acuta durante un'intervista alla BBC Newsnight, Rose, ex presidente di Marks & Spencer e Asda, ha accusato il governo di offrire "un sacco di aria calda" piuttosto che soluzioni significative. I suoi commenti arrivano in mezzo a tensioni politiche più ampie su come affrontare il declino in corso dei centri urbani tradizionali.

Le politiche mirano anche a rimuovere la cosiddetta regola "Aim to Permit", introdotta durante il mandato di Tony Blair, che ha permesso ad alcune imprese di operare senza l'approvazione locale.

Ha sottolineato la necessità di riforme strutturali più profonde, tra cui la riduzione delle tariffe aziendali e l'abbassamento dei costi operativi per le imprese locali. "Perdonate il mio francese, ma è un sacco di ca****a per niente", ha detto, aggiungendo che la chiusura di imprese non illegali come i negozi di vaping non risolverebbe le cause alla radice del problema.

Nel corso di una recente visita a Derbyshire, Burnham ha ribadito il suo impegno ad affrontare lo "stato vuoto" delle strade principali, in particolare nelle ex regioni industriali. Ha descritto la situazione come una preoccupazione nazionale urgente, notando che il declino ha colpito le città di tutto il paese. Gli oppositori politici hanno afferrato il dibattito, con il parlamentare conservatore James Cleverly che ha accusato i laburisti di esacerbare la crisi attraverso gli aumenti dei tassi aziendali.

"L'aumento della regolamentazione della pianificazione dei lavoratori significherà solo più negozi vuoti e con le tavole chiuse", ha avvertito, sostenendo che senza un sollievo finanziario per le piccole imprese, i cambiamenti normativi non riusciranno a produrre risultati tangibili. Allo stesso modo, il portavoce del Tesoro del Regno Unito, Robert Jenrick, ha chiesto un'azione immediata su questioni come la tassa sui posti di lavoro e le aliquote aziendali, avvertendo che le politiche attuali rischiano di danneggiare ulteriormente il paesaggio della strada principale. Nel frattempo, un sondaggio separato condotto dal think tank Demos rivela un forte calo dell'orgoglio nazionale tra i britannici. Solo il 47% degli intervistati esprime ora orgoglio di essere britannici, in calo dal 74% nel 2011.

Questa tendenza è stata accompagnata da un notevole aumento dell'orgoglio nelle comunità locali, passando dal 29 al 40 per cento. I dati suggeriscono una crescente disconnessione tra identità nazionale e attaccamento personale a luoghi specifici, un tema che si allinea con la filosofia di Burnham. Il rapporto evidenzia un drammatico calo dell'orgoglio nella storia britannica, dal 65 al 39 per cento, e un forte calo della fiducia nella posizione globale del Regno Unito, che è precipitata dal 35 al 13 per cento. La fiducia istituzionale ha anche sofferto, con percezioni negative del Parlamento che raggiungono il -11 per cento e la monarchia che perde terreno dal 54 al 25 per cento.

Questi risultati sottolineano un più ampio cambiamento sociale verso l'appartenenza localizzata, che Burnham mira a sfruttare attraverso la sua agenda di governance. Mentre il dibattito sulla rinascita delle strade principali si intensifica, la sfida rimane se le politiche di Burnham affronteranno efficacemente i complessi fattori economici e sociali che contribuiscono al declino dei centri di vendita al dettaglio tradizionali.

3 servizi

Daily Mail logoDaily MailIndipendenteConservatoreFattualità 85Obiettività 6012 gg fa
L'ex capo della M&S ha etichettato il piano di Andy Burnham per "salvare le strade" come "molte stronzate per niente"

L'ex dirigente di Marks & Spencer, Stuart Rose, ha criticato il piano del primo ministro Andy Burnham per rivitalizzare le strade principali, definendolo "un sacco di stronzate per niente".La proposta di Burnham include controlli più severi sulle nuove scommesse e negozi di vape, richiedendo permessi di pianificazione e ordini di chiusura più lunghi per le imprese canaglia.

Lettura del bias (Conservatore): L'articolo inquadra le critiche al piano di Burnham come provenienti da una figura rispettata dell'industria (Stuart Rose), che usa un linguaggio forte ('aria calda', 'b****cks about nothing') per respingere la politica.

Perché fattualità (85): The article accurately reports Stuart Rose's criticism of Andy Burnham's high street plan, including his quote 'a lot of b****cks about nothing' and his points about the need for business rate reforms. The details about the proposed changes to planning policies regarding betting and vaping shops are

Perché obiettività (60): The article uses strong language such as 'a lot of b****cks about nothing' and 'hot air', which may influence reader perception. While it presents Rose's views, it does not provide counterpoints from supporters of Burnham’s plan, leading to an imbalanced perspective.

Daily Mirror logoDaily MirrorIndipendenteProgressistaFattualità 80Obiettività 608 gg fa
Meno della metà del Paese è "orgogliosa di essere britannica" - ed è peggio per la Generazione Z

Un recente sondaggio del think tank Demos rivela un significativo declino dell'orgoglio nazionale in vari aspetti dell'identità britannica. L'orgoglio di essere britannico è sceso dal 74% nel 2011 al 47% nel 2026, con un calo ancora più marcato tra la Generazione Z. L'orgoglio nella storia britannica è anche sceso, dal 65% al 39%, con i minori di 25 anni che mostrano una drammatica diminuzione dal 54% al -4%. L'orgoglio per la posizione globale della Gran Bretagna, il Parlamento e la monarchia è diminuito allo stesso modo, con alcune metriche che diventano negative. Al contrario, l'orgoglio nelle comunità locali è aumentato dal 29% al 40%, suggerendo un cambiamento verso la valutazione delle connessioni locali rispetto all'identità nazionale. Il rapporto evidenzia una crescente disconnessione tra cittadini e istituzioni nazionali, avvertendo di una potenziale crisi democratica. I risultati fanno parte del rapporto di Demos 'A Place for Pride 2026,' che chiede un maggiore impegno civico e una riforma istituzionale.

Lettura del bias (Progressista): L'articolo considera il declino dell'orgoglio nazionale come un segno di "emergenza democratica" e sottolinea la necessità di riforme istituzionali e di una maggiore partecipazione civica.

Perché fattualità (80): This article provides detailed statistics from the Demos poll, including specific percentages for different aspects of pride such as British history, place in the world, Parliament, and the monarchy. These figures are consistent with the first article and other sources, indicating a strong cross-sou

Perché obiettività (60): The tone of this article is more alarmist, emphasizing the 'collapse' in certain forms of pride and linking the findings to broader societal issues. While it presents data objectively, the language used ('plummeted', 'collapse') suggests a more negative interpretation of the results, potentially inf

The Independent logoThe IndependentIndipendenteCentroFattualità 75Obiettività 657 gg fa
L'orgoglio di essere britannici è calato bruscamente negli ultimi 15 anni, secondo i sondaggi

Un recente sondaggio condotto da YouGov per il think tank Demos rivela un significativo declino dell'orgoglio nazionale tra i britannici negli ultimi 15 anni, con solo il 47% che esprime orgoglio di essere britannico rispetto al 74% nel 2011. Tuttavia, l'orgoglio nelle comunità locali è aumentato dal 29% al 40%. Lo studio evidenzia le preoccupazioni per il calo della fiducia nelle istituzioni nazionali come il Parlamento, la BBC e la monarchia, con l'orgoglio del Parlamento che scende al -11%, e l'orgoglio della BBC che raggiunge anche il -11%. Il primo ministro Andy Burnham sottolinea un approccio di "primo posto", che mira ad affrontare le disparità regionali e promuovere l'inclusività. Il rapporto suggerisce che l'erosione dell'orgoglio nazionale è legata alla mancanza di appartenenza percepita e di fiducia nelle istituzioni democratiche.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta i dati di un sondaggio che mostra un declino dell'orgoglio nazionale e un aumento dell'orgoglio della comunità locale, con citazioni equilibrate di Polly Curtis di Demos e riferimenti alle politiche di Andy Burnham.

Perché fattualità (75): The article reports on a poll conducted by Demos showing a decline in national pride from 74% in 2011 to 47% in 2026. It mentions the increase in pride in local communities and references Polly Curtis' comments. While these figures align with the cross-source consensus, the article includes some spe

Perché obiettività (65): The article presents the findings with a somewhat critical tone towards the current state of national pride and links it to political figures and movements. There is a clear narrative suggesting a decline in national identity and an emphasis on local pride, which may reflect a particular perspective

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