In una critica acuta durante un'intervista alla BBC Newsnight, Rose, ex presidente di Marks & Spencer e Asda, ha accusato il governo di offrire "un sacco di aria calda" piuttosto che soluzioni significative. I suoi commenti arrivano in mezzo a tensioni politiche più ampie su come affrontare il declino in corso dei centri urbani tradizionali.
Le politiche mirano anche a rimuovere la cosiddetta regola "Aim to Permit", introdotta durante il mandato di Tony Blair, che ha permesso ad alcune imprese di operare senza l'approvazione locale.
Ha sottolineato la necessità di riforme strutturali più profonde, tra cui la riduzione delle tariffe aziendali e l'abbassamento dei costi operativi per le imprese locali. "Perdonate il mio francese, ma è un sacco di ca****a per niente", ha detto, aggiungendo che la chiusura di imprese non illegali come i negozi di vaping non risolverebbe le cause alla radice del problema.
Nel corso di una recente visita a Derbyshire, Burnham ha ribadito il suo impegno ad affrontare lo "stato vuoto" delle strade principali, in particolare nelle ex regioni industriali. Ha descritto la situazione come una preoccupazione nazionale urgente, notando che il declino ha colpito le città di tutto il paese. Gli oppositori politici hanno afferrato il dibattito, con il parlamentare conservatore James Cleverly che ha accusato i laburisti di esacerbare la crisi attraverso gli aumenti dei tassi aziendali.
"L'aumento della regolamentazione della pianificazione dei lavoratori significherà solo più negozi vuoti e con le tavole chiuse", ha avvertito, sostenendo che senza un sollievo finanziario per le piccole imprese, i cambiamenti normativi non riusciranno a produrre risultati tangibili. Allo stesso modo, il portavoce del Tesoro del Regno Unito, Robert Jenrick, ha chiesto un'azione immediata su questioni come la tassa sui posti di lavoro e le aliquote aziendali, avvertendo che le politiche attuali rischiano di danneggiare ulteriormente il paesaggio della strada principale. Nel frattempo, un sondaggio separato condotto dal think tank Demos rivela un forte calo dell'orgoglio nazionale tra i britannici. Solo il 47% degli intervistati esprime ora orgoglio di essere britannici, in calo dal 74% nel 2011.
Questa tendenza è stata accompagnata da un notevole aumento dell'orgoglio nelle comunità locali, passando dal 29 al 40 per cento. I dati suggeriscono una crescente disconnessione tra identità nazionale e attaccamento personale a luoghi specifici, un tema che si allinea con la filosofia di Burnham. Il rapporto evidenzia un drammatico calo dell'orgoglio nella storia britannica, dal 65 al 39 per cento, e un forte calo della fiducia nella posizione globale del Regno Unito, che è precipitata dal 35 al 13 per cento. La fiducia istituzionale ha anche sofferto, con percezioni negative del Parlamento che raggiungono il -11 per cento e la monarchia che perde terreno dal 54 al 25 per cento.
Questi risultati sottolineano un più ampio cambiamento sociale verso l'appartenenza localizzata, che Burnham mira a sfruttare attraverso la sua agenda di governance. Mentre il dibattito sulla rinascita delle strade principali si intensifica, la sfida rimane se le politiche di Burnham affronteranno efficacemente i complessi fattori economici e sociali che contribuiscono al declino dei centri di vendita al dettaglio tradizionali.
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