Il primo ministro francese Sebastien Lecornu ha concluso una visita di alto profilo in Marocco il 16 luglio, segnando un rinnovato allineamento tra Parigi e Rabat. Ciò è avvenuto solo quattro giorni dopo che il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune ha incontrato i leader tedeschi a Berlino, rafforzando i legami strategici di Algeri con Berlino.
L'Algeria, nel frattempo, sostiene la richiesta di indipendenza del Fronte Polisario e reagisce fortemente quando i governi europei appoggiano la posizione di Rabat. Gli sviluppi recenti evidenziano come questa controversia sia diventata un punto focale per le manovre diplomatiche tra le potenze europee. Il Marocco e l'Algeria esercitano entrambe una notevole influenza. Il Marocco offre collaborazione nell'intelligence e nella lotta al terrorismo, assistenza nella gestione dei flussi migratori, prospettive di investimento e accesso alle sue estese reti economiche africane. L'Algeria, a sua volta, possiede vaste riserve di gas naturale, un mercato interno robusto e un significativo peso sulla sicurezza regionale e la diplomazia nel Maghreb e nel Sahel.
Nel 2024, il presidente Emmanuel Macron ha approvato la sovranità marocchina sul Sahara occidentale e ha posizionato la proposta di autonomia del Marocco come base per la risoluzione del conflitto. Questa mossa ha posto fine a anni di tensione tra Parigi e Rabat, ma ha causato una frattura immediata con l'Algeria, portando al richiamo del suo ambasciatore.
Lecornu's recente visita ha segnalato che la Francia non vede la sua decisione del 2024 come un aggiustamento diplomatico temporaneo. Invece, sta costruendo un'alleanza strategica più ampia con il Marocco incentrata su interessi condivisi. Le due nazioni hanno intensificato la cooperazione in settori come l'energia, gli investimenti, la sicurezza, la migrazione, l'istruzione e le infrastrutture. Le discussioni hanno incluso piani per un collegamento elettrico diretto per trasferire energia rinnovabile dal Marocco alla Francia, insieme ai preparativi in corso per un futuro trattato bilaterale. La Francia vede il Marocco come un partner affidabile in mezzo al declino dell'influenza nel Sahel.
Molti governi regionali hanno espulso le forze militari francesi, ridotto i legami diplomatici con Parigi o perseguito alleanze di sicurezza alternative. Il Marocco, al contrario, ha ampliato la sua impronta economica e diplomatica in Africa occidentale attraverso settori come banche, telecomunicazioni, costruzioni e cooperazione religiosa e di sicurezza. Ciò rende Rabat un valido alleato per Parigi, offrendo accesso a mercati e risorse sostenendo gli obiettivi geopolitici della Francia. In cambio, il Marocco beneficia di maggiori investimenti, maggiore posizione diplomatica e maggiore sostegno internazionale per le sue rivendicazioni nel Sahara occidentale.
La profondità dell'impegno della Francia è evidente in ciò che sembra disposta a trascurare. Durante la visita di Lecornu, sono emersi rapporti che suggeriscono che l'intelligence marocchina avrebbe presumibilmente utilizzato il spyware Pegasus di fabbricazione israeliana per monitorare alti funzionari francesi, tra cui Lecornu mentre era ministro delle autorità locali. Il Marocco ha costantemente negato queste accuse. Nonostante la controversia, la visita è andata avanti senza interruzioni. Entrambe le parti hanno sottolineato pubblicamente la loro cooperazione in materia di sicurezza e hanno avanzato con piani per una partnership strategica più completa. Ciò sottolinea l'importanza che la Francia attribuisce ora al suo rapporto con il Marocco, anche in mezzo a questioni irrisolte.
La scelta di dare la priorità al Marocco ha avuto un costo. I legami tra la Francia e l'Algeria sono stati a lungo tesi da reclami storici, preoccupazioni migratorie e controversie sulla sicurezza. L'approvazione da parte di Macron della sovranità marocchina sul Sahara occidentale ha esacerbato queste tensioni di lunga data, contribuendo a una più ampia divergenza strategica tra le due nazioni. Man mano che la situazione si evolve, le implicazioni per la strategia europea nel Nord Africa continueranno a svilupparsi.
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