Secondo una nuova ricerca condotta da scienziati dell'Università Simon Fraser e dell'Università della British Columbia, il disgelo dei letti dei fiumi artici può erodere fino a 10 volte più velocemente del suolo non congelato. Lo studio sfida le ipotesi precedenti su come il ghiaccio influenza i processi di erosione in ambienti freddi. I ricercatori hanno osservato che quando il permafrost inizia a sciogliersi, l'erosione risultante è significativamente più rapida rispetto alle regioni in cui il suolo rimane non congelato per tutto l'anno.
La ricerca è stata avviata dopo che Shawn Chartrand, un assistente professore della Scuola di Scienze Ambientali della Simon Fraser University, ha notato cambiamenti insoliti nel paesaggio artico durante una gita sul campo nel 2019. Le sue osservazioni hanno spinto ulteriori indagini su come si verifica l'erosione in aree in cui il suolo si congela e si scongela ogni anno.
L'acqua scorreva attraverso questo letto di fiume artificiale, imitando le correnti naturali del fiume e il processo di scongelamento. Il team ha condotto più prove a temperature diverse per confrontare i tassi di erosione in condizioni congelate rispetto a quelle non congelate. I loro risultati sono stati inaspettati. Invece di trovare un'erosione più lenta a causa della presenza di ghiaccio, hanno scoperto che il processo di scongelamento ha accelerato l'erosione in modo drammatico. Durante la fase iniziale di fusione, il tasso di erosione è aumentato di dieci volte rispetto al terreno non congelato. Inoltre, lo studio ha rivelato che questa rapida erosione ha portato alla formazione di caratteristiche distinte come piccoli gradini e vasche di deposizione all'interno del letto del fiume.
La scoperta suggerisce che i modelli tradizionali di erosione in climi freddi necessitano di revisione. In precedenza, si supponeva che il ghiaccio agisse come una forza stabilizzante, riducendo l'erosione legando insieme i sedimenti. Tuttavia, lo studio indica che una volta iniziato lo scioglimento, la destabilizzazione causata dallo scioglimento del ghiaccio porta a un'erosione più intensa.
Con l'aumento delle temperature globali, l'Artico sta vivendo eventi meteorologici più frequenti e severi, compresi periodi prolungati di calore che accelerano lo scioglimento del permafrost. Questo processo non solo altera gli ecosistemi locali, ma contribuisce anche a cambiamenti ambientali più ampi, come spostamenti nei sistemi fluviali e potenziali aumenti del trasporto di sedimenti. La comprensione di queste dinamiche è cruciale per prevedere le future trasformazioni del paesaggio e gestire le conseguenze ecologiche del cambiamento climatico.
"Tutto quello che c'è laggiù è essenzialmente di Home Depot", ha osservato, evidenziando l'ingegnosità dietro il design. La semplicità dell'apparecchio ha permesso simulazioni accurate delle condizioni artiche consentendo al contempo confronti diretti con ambienti temperati. Il lavoro sul campo nell'Artico ha completato gli studi di laboratorio, fornendo un contesto reale ai dati raccolti. Gli scienziati coinvolti nello studio sottolineano l'importanza di aggiornare i modelli geologici esistenti per riflettere queste nuove intuizioni. La ricerca sottolinea la complessità dei cambiamenti climatici indotti nelle regioni polari e evidenzia la necessità di indagini in corso su come il disgelo del permafrost influenza i modelli di erosione.
Gli studi futuri si concentreranno probabilmente sull'ampliamento della portata degli attuali risultati, sull'esplorazione di ulteriori variabili che influenzano i tassi di erosione e sulla valutazione degli impatti a lungo termine sui paesaggi artici.
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