Il primo ministro Andrej Plenković ha accusato i partiti dell'opposizione di esagerare la questione dello scarico di rifiuti pericolosi a Lika, definendo le loro azioni politicamente motivate e fuorvianti. La controversia ruota attorno allo smaltimento illegale di 32.000 tonnellate di rifiuti pericolosi a Gospić, che ha suscitato preoccupazione pubblica per la sicurezza ambientale.
La situazione si è aggravata dopo che la coalizione al governo ha tenuto una riunione di emergenza a seguito della pressione dell'opposizione e dei gruppi della società civile che chiedevano un'azione più rapida. I leader dell'opposizione, tra cui il Partito socialdemocratico (SDP) e l'Unione democratica croata (HDZ), hanno chiesto una sessione straordinaria del parlamento per affrontare la crisi. Tuttavia, nessuna delle fazioni parlamentari del partito al governo ha partecipato alla riunione, nonostante fosse stata invitata. L'opposizione afferma che la coalizione al governo non si assume la responsabilità del disastro ambientale, mentre il governo insiste sul fatto che sta lavorando con diligenza per risolvere il problema.
Plenković ha sottolineato che l'approvvigionamento idrico a Gospić e nelle aree circostanti rimane sicuro per il consumo, citando le dichiarazioni del capo dell'Istituto croato per la salute pubblica, Krunoslav Capak. Capak ha confermato che l'acqua potabile proveniente dai sistemi di distribuzione locali è del tutto sicura e non presenta rischi per la salute dei residenti.
Gli attivisti ambientali sostengono che le misure attuali sono insufficienti e che è necessaria un'applicazione più rigorosa per ritenere responsabili le parti responsabili. Uno degli individui accusati, Josip Šincek, un uomo d'affari legato allo scarico illegale, ha negato pubblicamente il reato e ha affermato che le sue responsabilità legali erano già state stabilite prima dell'inizio di qualsiasi procedimento penale.
Il leader dell'SDP Mirela Ahmetović ha criticato duramente la risposta di Plenković alla crisi, etichettandolo come qualcuno che ha trasformato i cittadini in "idioti" non agendo con decisione. Nel frattempo, l'opposizione ha chiesto le dimissioni dell'intero governo, sostenendo che l'amministrazione è complice del degrado ambientale. Alcuni membri dell'opposizione hanno persino suggerito che il governo dovrebbe essere sostituito completamente, sostenendo che l'attuale leadership fa parte di un più ampio sistema di corruzione. Il governo, tuttavia, sostiene che sta prendendo le misure necessarie per affrontare la questione.
Il piano prevede un processo di gara competitiva per la rimozione dei rifiuti, con scadenza fissata per il 25 agosto. Se nessun appaltatore viene selezionato attraverso questo metodo, il governo procederà direttamente con una gara d'appalto. Plenković non ha ancora specificato quanto tempo richiederà la terza fase di pulizia, incentrata sulla rimozione dei rifiuti pericolosi misti e sepolti, né ha annunciato la nomina di un nuovo ispettore capo dello stato, il cui predecessore è stato recentemente implicato in un'indagine.
L'ex sindaco di Gospić, Karlo Starčević, ha affermato di non avere alcuna conoscenza preliminare dello scarico illegale di rifiuti durante il suo mandato e ha osservato che la città stessa non rilascia permessi per lo smaltimento dei rifiuti, in particolare per i materiali pericolosi.
Con l'andamento del sentimento pubblico e l'aumento delle richieste di cambiamento, l'esito di questa crisi potrebbe avere un impatto significativo sul panorama politico in Croazia.Per ora, l'attenzione rimane focalizzata sulla risoluzione della minaccia ambientale immediata, sebbene le tensioni politiche di fondo non mostrino segni di attenuazione.
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