Una società mineraria sudafricana ha annunciato i piani per riavviare la storica miniera di rame di Mt Lyell sulla costa occidentale della Tasmania, segnando un passo significativo verso la ripresa economica della piccola città di Queenstown. La miniera, che è stata inattiva da quando è entrata in cura e manutenzione nel 2014, riprenderà le operazioni dopo l'approvazione del consiglio di amministrazione della società. La decisione arriva nel contesto della crescente domanda globale di rame, in particolare in settori come l'energia rinnovabile e i veicoli elettrici.
La decisione di riavviare le operazioni segue un periodo di incertezza e difficoltà per la comunità locale, che ha sofferto notevolmente quando la miniera è stata chiusa. Nel 2014, tre lavoratori hanno perso la vita entro sei settimane a causa di incidenti, tra cui una caduta di roccia fatale che ha danneggiato infrastrutture critiche. Questi incidenti hanno portato alla chiusura della miniera e alle preoccupazioni per la sicurezza dei lavoratori.
Il ministro delle risorse Felix Ellis, che ha parlato emotivamente del suo legame personale con l'area, ha sottolineato il significato della miniera per molti tasmaniani che vivono all'estero. I leader locali hanno accolto con favore l'annuncio. Il sindaco Shane Pitt del West Coast Council ha definito la notizia "fantastica", osservando che la miniera era una volta la linfa vitale di Queenstown.
Secondo un recente rapporto della società, i preparativi per il riavvio della miniera dovrebbero iniziare all'inizio del prossimo anno, con la piena produzione prevista per l'inizio del 2029. Il progetto richiede un investimento iniziale di circa 490 milioni di dollari, che verrà utilizzato per aggiornare le strutture, compresa l'installazione di un nuovo impianto di lavorazione, il rinnovamento dello scafo esistente e il miglioramento dei sistemi di ventilazione, energia, acqua e pompaggio.
La miniera mira ad estrarre annualmente 26.000 tonnellate di rame, 16.000 once troy di oro e 116.000 once troy di argento, con potenziali operazioni che si estendono fino a 23 anni. Mayes ha riconosciuto che, sebbene l'aumento dei prezzi del rame abbia contribuito alla decisione, il motore principale erano le proiezioni di domanda a lungo termine. Ha notato la crescente dipendenza dal rame per tecnologie che vanno dai veicoli elettrici agli elettrodomestici, sottolineando il suo ruolo essenziale nelle infrastrutture moderne. Ha ribadito la sua convinzione che la miniera avrebbe dovuto riaprire prima, citando le vaste riserve ancora disponibili sotto la superficie. La sicurezza dei lavoratori rimane una priorità assoluta per l'azienda.
Gli incidenti passati, tra cui due morti tragiche nel 2013, hanno sottolineato i rischi associati alle attività minerarie. Mayes ha confermato che il fenomeno della "febbre nel fango" rappresenta il più grande pericolo e che l'automazione svolgerà un ruolo chiave nel migliorare le condizioni di lavoro.
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