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La Svizzera restituisce i famosi Bronzi del Benin alla Nigeria
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La Svizzera restituisce i famosi Bronzi del Benin alla Nigeria

La Svizzera ha restituito 18 Bronzi Benin alla Nigeria in una cerimonia al Museo Nazionale di Lagos, segnando un altro passo nel movimento globale per la restituzione di manufatti saccheggiati dell'era coloniale. I Bronzi Benin sono stati sequestrati dalle forze britanniche durante l'invasione del 1897 di Benin City e ora sono detenuti in varie istituzioni internazionali. Gli oggetti restituiti includono sculture, targhe, un braccialetto in bronzo e monoliti Ikom, alcuni dei quali sono stati confiscati in Svizzera durante i procedimenti legali. Mentre il trasferimento evidenzia gli sforzi verso la restituzione culturale, rimangono sfide, poiché molti manufatti sono ancora detenuti all'estero e le controversie sulla proprietà persistono tra le autorità nigeriane e i leader locali.

In un significativo atto di restituzione culturale, la Svizzera ha recentemente restituito 18 bronzi del Benin alla Nigeria in una cerimonia formale tenutasi al Museo Nazionale di Lagos. Questo segna un'altra pietra miliare negli sforzi in corso della Nigeria per recuperare manufatti saccheggiati durante l'era coloniale. Gli oggetti restituiti includono un bracciale di bronzo e quattro monoliti Ikom della regione del Delta del Niger, tutti sequestrati in Svizzera come parte di procedimenti penali e successivamente trasferiti allo stato. Questi manufatti, un tempo ospitati in istituzioni come il Museo etnografico dell'Università di Zurigo, il Museo Rietberg e il Musee d'Ethnographie Geneve, sono ora tornati nel loro paese di origine.

I bronzi del Benin, famosi per la loro squisita artigianalità e il loro significato storico, sono stati originariamente creati dal popolo Edo del Regno del Benin, situato nell'attuale Nigeria. Sono stati saccheggiati dalle forze britanniche in seguito a un attacco alla città di Benin nel 1897. Questi manufatti rappresentano un notevole risultato nella fusione del bronzo, mostrando un livello di sofisticazione tecnica e artistica che precede la colonizzazione. Alla cerimonia, il ministro della cultura della Nigeria, Hannatu Musa Musawa, ha sottolineato l'importanza di questi pezzi, affermando che sono "evidenza di una civiltà che ha già padroneggiato la fusione del bronzo ad uno standard di sofisticazione tecnica, artistica ed estremamente complessa".

Elisabeth Baume-Schneider, consigliera federale svizzera, ha riconosciuto la dolorosa storia associata agli artefatti, sottolineando che molti di loro hanno lasciato il Regno del Benin a causa di violenze, saccheggi e dinamiche di potere profondamente diseguali.

Mentre le nazioni occidentali hanno fatto passi avanti nella restituzione di manufatti africani, con paesi come la Gran Bretagna, i Paesi Bassi e la Germania che hanno rimpatriato diverse centinaia di oggetti negli ultimi anni, molti altri rimangono dispersi o sono trattenuti da istituzioni riluttanti a cederli.

Alice Hertzog, direttrice del Museo Etnografico dell'Università di Zurigo, ha espresso rammarico per la presenza dei Bronzi del Benin in Svizzera, affermando che "non avrebbero mai dovuto essere in Svizzera".

Il ministro della cultura della Nigeria ha invitato altre nazioni che detengono il patrimonio africano a seguire l'esempio della Svizzera, sottolineando la necessità di una cooperazione globale per affrontare la restituzione degli artefatti culturali. Mentre le discussioni continuano intorno al rimpatrio dell'arte saccheggiata, il ritorno dei bronzi del Benin serve sia come un gesto simbolico che come un passo pratico verso la rettifica delle ingiustizie storiche.

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Vanguard Nigeria logoVanguard NigeriaIndipendenteSinistraFattualità 95Obiettività 854 gg fa
La Svizzera restituisce i famosi Bronzi del Benin alla Nigeria

La Svizzera ha restituito 18 Bronzi Benin alla Nigeria in una cerimonia al Museo Nazionale di Lagos, segnando un altro passo nel movimento globale per la restituzione di manufatti saccheggiati dell'era coloniale. I Bronzi Benin sono stati sequestrati dalle forze britanniche durante l'invasione del 1897 di Benin City e ora sono detenuti in varie istituzioni internazionali. Gli oggetti restituiti includono sculture, targhe, un braccialetto in bronzo e monoliti Ikom, alcuni dei quali sono stati confiscati in Svizzera durante i procedimenti legali. Mentre il trasferimento evidenzia gli sforzi verso la restituzione culturale, rimangono sfide, poiché molti manufatti sono ancora detenuti all'estero e le controversie sulla proprietà persistono tra le autorità nigeriane e i leader locali.

Lettura del bias (Sinistra): L'articolo inquadra il ritorno dei Bronzi del Benin come un imperativo morale radicato nella giustizia storica e nella decolonizzazione, sottolineando il dolore della perdita e la responsabilità etica delle nazioni occidentali.

Perché questi punteggi (Fattualità 95 · Obiettività 85): Highly factual with clear details about the return of artifacts, their origins, and the institutions involved. The article acknowledges the historical pain associated with the artifacts without taking an overtly biased stance.

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Okpebholo accoglie il ritorno dei bronzi del Benin al palazzo di Oba

L'evento ha coinvolto delegazioni di alto livello tra cui rappresentanti della Commissione nazionale per i musei e i monumenti e del consolato svizzero. Il governatore ha ribadito l'importanza di preservare il patrimonio culturale dello Stato di Edo.

Lettura del bias (Sinistra): L'articolo inquadra il ritorno dei bronzi del Benin come un atto culturalmente significativo e moralmente giustificato, in linea con le narrazioni che enfatizzano la proprietà africana e la giustizia storica.

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