Un cittadino svizzero è stato condannato a un anno di carcere a Bali per aver fatto commenti offensivi sulla festa indù locale nota come Nyepi, o il Giorno del Silenzio. La sentenza è arrivata da un tribunale di Denpasar, la capitale di Bali, dopo un processo concluso a giugno. L'uomo di 26 anni è stato riconosciuto colpevole di aver pubblicato osservazioni dispregiative online sull'osservanza religiosa, che comporta una completa cessazione delle attività in tutta l'isola. Nyepi è un evento significativo nel calendario culturale di Bali, che richiede ai residenti di rimanere all'interno, di evitare tutte le forme di intrattenimento e di astenersi dall'uso di dispositivi elettronici.
Durante questo periodo, l'isola diventa inquietantemente tranquilla, con strade e spiagge prive di folla. Gli aeroporti chiudono e pattuglie speciali assicurano che il silenzio sia mantenuto. La pratica riflette il profondo significato spirituale della vacanza tra la popolazione prevalentemente indù di Bali. Il turista svizzero è arrivato a Bali a febbraio e è stato informato delle restrizioni Nyepi dallo staff dell'hotel all'arrivo. Tuttavia, in seguito ha pubblicato video su Instagram che lo mostrano camminare lungo una spiaggia durante l'osservanza. In queste clip, ha criticato la vacanza, definendola "pazza" e usando un'esplusiva.
I suoi post hanno scatenato una rabbia diffusa tra la gente del posto e hanno portato a numerose denunce presentate alla polizia. Di conseguenza, è stato arrestato a marzo e messo in custodia preventiva. Al processo di giugno, l'imputato ha dichiarato di non aver compreso appieno la gravità delle restrizioni e ha affermato di non avere alcuna intenzione di offendere il popolo balinese o le loro tradizioni. Ha spiegato di aver fatto i post mentre si sentiva affamato e frustrato per la difficoltà di trovare cibo durante le vacanze. Ha espresso profondo rammarico per le sue azioni e si è scusato con la comunità balinese.
Il giudice Tjokorda Putra Budi Pastima ha sottolineato che il comportamento dell'imputato ha causato offesa al popolo balinese, danneggiato la loro fede e provocato l'indignazione pubblica. Secondo il giudice, l'individuo doveva essere ritenuto responsabile delle sue azioni. La decisione del tribunale sottolinea l'importanza di rispettare le usanze locali e le pratiche religiose, in particolare nelle regioni in cui tali osservanze hanno un profondo significato culturale. L'uomo svizzero ha trascorso cinque mesi in detenzione preventiva, un periodo che sarà sottratto dalla sua pena detentiva totale. Le autorità svizzere hanno confermato di offrirgli assistenza consolare.
Il caso evidenzia le potenziali conseguenze del disprezzo delle leggi e delle tradizioni locali, specialmente nelle aree in cui le osservanze religiose sono rigorosamente applicate. L'incidente ha attirato l'attenzione sulle sfide affrontate dai turisti non familiari con le usanze locali. Mentre Bali è una destinazione popolare per i nomadi digitali e i viaggiatori che cercano una fuga tropicale, ai visitatori viene spesso consigliato di fare ricerche e rispettare le tradizioni locali prima di arrivare.
L'esito di questo caso potrebbe influenzare le future interazioni tra i visitatori stranieri e le comunità locali, rafforzando la necessità di sensibilità culturale e di educazione tra i viaggiatori internazionali.
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