Nel primo pomeriggio dell'11 giugno, un ragazzo di 14 anni è stato brutalmente attaccato nel quartiere di Masline a Podgorica, Montenegro. Secondo quanto riferito, è stato preso di mira da un gruppo di coetanei di età compresa tra i 14 e i 17 anni. L'incidente si è verificato senza provocazione preventiva e la vittima non aveva avuto contatti o conflitti con i suoi aggressori prima dell'aggressione. Il ragazzo ha subito gravi lesioni, tra cui fratture della mascella e delle ossa nasali, insieme a più lividi e ferite alla testa, al collo e alla schiena. È stato immediatamente portato all'Istituto per le malattie infantili del Centro clinico del Montenegro, dove i medici hanno confermato l'entità delle sue lesioni.
La famiglia della vittima ha descritto l'attacco come "brutale e insensato", sottolineando che il figlio non aveva fatto nulla per provocare tale violenza.
La polizia ha avviato un'indagine intensiva sull'incidente, raccogliendo dichiarazioni da diversi individui e lavorando per identificare tutti i soggetti coinvolti. Le autorità hanno sottolineato che il caso rimane in esame attivo e saranno prese ulteriori azioni in base alle prove raccolte. L'ufficio del procuratore locale è stato informato dell'incidente e lo ha classificato come un atto di comportamento violento combinato con gravi lesioni corporali.
Secondo le dichiarazioni ufficiali del Dipartimento di Polizia, la vittima ha inizialmente riferito di essere stata attaccata intorno alle 19:30 del giorno dell'incidente mentre era in compagnia di altri quattro minori. Durante l'attacco, uno dei presunti autori lo ha colpito in testa con il piede, facendolo cadere sul marciapiede di asfalto.
La polizia ha confermato di aver preso numerose misure per indagare a fondo sul caso e di aver identificato con successo i quattro sospetti.
La famiglia delle vittime ha espresso profonda preoccupazione per la gravità delle lesioni subite dal figlio e le potenziali conseguenze a lungo termine dell'aggressione. Hanno sottolineato che l'attacco ha coinvolto circa 15 minori, lasciando il 14enne con lesioni che richiedono un recupero prolungato e cure mediche in corso. La famiglia ha chiesto alle istituzioni competenti di condurre un'indagine approfondita sull'incidente, determinare la responsabilità di tutti i partecipanti e intraprendere azioni legali appropriate. Il loro appello si concentra sulla ricerca di giustizia piuttosto che sulla vendetta e sottolinea la necessità di messaggi chiari contro la violenza giovanile, assicurando che ogni bambino si senta al sicuro nella loro comunità.
Le autorità hanno assicurato al pubblico che sono impegnate a scoprire tutte le circostanze che circondano il brutale attacco e a far rendere conto ai responsabili secondo la legge. La famiglia continua a cercare il sostegno della comunità per impedire che incidenti simili si ripetano, esortando gli altri a non ignorare gli atti di violenza tra pari e a partecipare attivamente agli sforzi per combattere tali eventi. La situazione evidenzia la questione più ampia della violenza giovanile e l'importanza di affrontarla attraverso misure legali e sociali complete per proteggere i bambini e garantire la loro sicurezza negli ambienti urbani.
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