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La Corte Suprema ha dichiarato di non poter intervenire nei criteri utilizzati per definire i collegi elettorali riservati alle categorie SC/ST
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La Corte Suprema ha dichiarato di non poter intervenire nei criteri utilizzati per definire i collegi elettorali riservati alle categorie SC/ST

La Corte Suprema dell'India ha stabilito che non ha l'autorità di intervenire nei criteri utilizzati dal parlamento per riservare seggi all'assemblea legislativa o al parlamento alle caste programmate (SC) e alle tribù programmate (ST). In una sentenza relativa a una richiesta di annullamento della riserva del seggio dell'assemblea di Kadipur, nello stato di Uttar Pradesh, la corte ha dichiarato che l'identificazione di tali seggi è di competenza esclusiva del parlamento e che il potere giudiziario non può agire come una terza camera del parlamento. La corte ha respinto le argomentazioni secondo cui la legge sulla ridistribuzione dei collegi elettorali consente riserve permanenti senza rotazione, sottolineando che la ridistribuzione è un'attività legislativa i cui principi non possono essere modificati da decisioni giudiziarie. Pur riconoscendo le preoccupazioni del ricorrente riguardo all'identificazione geografica e alla mancanza di un meccanismo di rotazione delle riserve, i giudici hanno consigliato al ricorrente di perseguire soluzioni politiche, come le proteste, piuttosto che cercare un intervento legale. Questa sentenza conferma la posizione della corte inferiore secondo cui i candidati generici non hanno il diritto fondamentale di candidarsi alle elezioni nei seggi specificamente riservati alle SC e alle ST ai sensi della Costituzione.

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La Corte Suprema respinge l'istanza che chiedeva la rotazione dei seggi riservati al Parlamento e all'Assemblea: "Numero errato"

La Corte Suprema dell'India ha respinto una richiesta presentata da un elettore dell'Uttar Pradesh che chiedeva l'obbligatoria rotazione dei seggi parlamentari e delle circoscrizioni elettorali riservate alle caste e alle tribù programmate. La corte ha stabilito che la definizione del sistema di riserva è una questione legislativa che spetta al Parlamento, e non una questione giudiziaria. Il giudice capo Surya Kant ha osservato che il ricorrente stava "chiamando il numero sbagliato", mentre il giudice Manoj Kumar Mehta ha sottolineato che, in una democrazia multipartitica, gli elettori tendono a scegliere in base alla fedeltà al partito piuttosto che all'identità di casta. Il ricorrente aveva sostenuto che mantenere determinate circoscrizioni riservate per decenni violava le disposizioni costituzionali sull'uguaglianza e avvantaggiava solo una piccola parte della comunità. Questa decisione segue un rifiuto simile da parte dell'Alta Corte di Allahabad, che ha riconosciuto che la rotazione dei seggi potrebbe essere ideale, ma ha ritenuto che ciò esulasse dalle competenze dell'intervento giudiziario.

Lettura del bias (Centro): Il rapporto presenta in modo imparziale le motivazioni giuridiche della sentenza, citando sia gli argomenti del ricorrente che le osservazioni, spesso negative, dei giudici, senza prendere una posizione di parte.

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La Corte Suprema ha dichiarato di non poter intervenire nei criteri utilizzati per definire i collegi elettorali riservati alle categorie SC/ST

La Corte Suprema dell'India ha stabilito che non ha l'autorità di intervenire nei criteri utilizzati dal parlamento per riservare seggi all'assemblea legislativa o al parlamento alle caste programmate (SC) e alle tribù programmate (ST). In una sentenza relativa a una richiesta di annullamento della riserva del seggio dell'assemblea di Kadipur, nello stato di Uttar Pradesh, la corte ha dichiarato che l'identificazione di tali seggi è di competenza esclusiva del parlamento e che il potere giudiziario non può agire come una terza camera del parlamento. La corte ha respinto le argomentazioni secondo cui la legge sulla ridistribuzione dei collegi elettorali consente riserve permanenti senza rotazione, sottolineando che la ridistribuzione è un'attività legislativa i cui principi non possono essere modificati da decisioni giudiziarie. Pur riconoscendo le preoccupazioni del ricorrente riguardo all'identificazione geografica e alla mancanza di un meccanismo di rotazione delle riserve, i giudici hanno consigliato al ricorrente di perseguire soluzioni politiche, come le proteste, piuttosto che cercare un intervento legale. Questa sentenza conferma la posizione della corte inferiore secondo cui i candidati generici non hanno il diritto fondamentale di candidarsi alle elezioni nei seggi specificamente riservati alle SC e alle ST ai sensi della Costituzione.

Lettura del bias (Centro): Il rapporto presenta in modo imparziale le motivazioni giuridiche della corte e le citazioni dirette, senza esprimere opinioni editoriali o favorire né il ricorrente né lo stato.

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