La Corte Suprema dell'India ha respinto una richiesta presentata da un elettore dell'Uttar Pradesh che chiedeva l'obbligatoria rotazione dei seggi parlamentari e delle circoscrizioni elettorali riservate alle caste e alle tribù programmate. La corte ha stabilito che la definizione del sistema di riserva è una questione legislativa che spetta al Parlamento, e non una questione giudiziaria. Il giudice capo Surya Kant ha osservato che il ricorrente stava "chiamando il numero sbagliato", mentre il giudice Manoj Kumar Mehta ha sottolineato che, in una democrazia multipartitica, gli elettori tendono a scegliere in base alla fedeltà al partito piuttosto che all'identità di casta. Il ricorrente aveva sostenuto che mantenere determinate circoscrizioni riservate per decenni violava le disposizioni costituzionali sull'uguaglianza e avvantaggiava solo una piccola parte della comunità. Questa decisione segue un rifiuto simile da parte dell'Alta Corte di Allahabad, che ha riconosciuto che la rotazione dei seggi potrebbe essere ideale, ma ha ritenuto che ciò esulasse dalle competenze dell'intervento giudiziario.
Lettura del bias (Centro): Il rapporto presenta in modo imparziale le motivazioni giuridiche della sentenza, citando sia gli argomenti del ricorrente che le osservazioni, spesso negative, dei giudici, senza prendere una posizione di parte.






