La Corte Suprema dell'India ha stabilito che l'Associazione delle banche indiane (IBA) non ha l'autorità legale per dichiarare pubblicamente che un avvocato ha agito in modo improprio includendoli in una lista di cautela condivisa con banche e istituzioni finanziarie. Questa decisione segna un cambiamento significativo nel modo in cui i professionisti legali sono valutati e disciplinati all'interno del quadro giudiziario del paese. Nella sua sentenza, la corte ha sottolineato che tali dichiarazioni sono "insostenibili in legge" e violano la giurisdizione disciplinare esclusiva del Consiglio degli avvocati.
Narasimha e Alok Aradhe hanno chiarito che mentre le banche e le istituzioni finanziarie hanno la libertà di interrompere i servizi dei panel advocates, l'IBA non può agire come giudice nel determinare accuse di cattiva condotta professionale da parte di avvocati pubblicamente inseriti nella lista nera.
È stato inoltre osservato che l'IBA può intraprendere azioni relative a frodi, disonestà e problemi che incidono sul quadro bancario, ma non in relazione al giudizio professionale e alla negligenza degli avvocati.
Secondo la banca, questa omissione ha portato a un parere legale errato, esponendola a rischi finanziari e consentendo la frode da parte del mutuatario. L'avvocato ha contestato l'elenco di cautela, sostenendo che l'IBA non gli ha fornito un preavviso, un'udienza o non ha aderito alle linee guida procedurali della Reserve Bank of India del 2009 riguardanti la segnalazione di terze parti coinvolte in frodi bancarie.
Durante il procedimento, l'avvocato Maninder Singh, in qualità di amicus curiae, ha sostenuto che le azioni dell'IBA hanno violato il diritto fondamentale di un avvocato di esercitare la propria professione. Ha affermato che solo il Bar Council of India e i bar councils statali hanno l'autorità statutaria ai sensi della legge sugli avvocati per indagare sulle accuse di cattiva condotta professionale. Sia il Bar Council of India che il Ministero della Legge dell'Unione hanno sostenuto questa posizione. Oltre a risolvere il caso specifico, la Corte Suprema ha evidenziato le preoccupazioni relative all'efficacia dei meccanismi disciplinari ai sensi della legge sugli avvocati.
Il tribunale ha anche raccomandato al Bar Council di pensare di creare una National Legal Academy per i suoi membri simile alla National Judicial Academy. La direttiva del tribunale sottolinea la necessità di una riforma più ampia all'interno della struttura regolamentare della professione legale, con l'obiettivo di garantire che le azioni disciplinari siano sia efficaci che eque.
Mentre il Bar Council of India procede con queste raccomandazioni, le implicazioni di questa sentenza potrebbero risuonare in tutta la comunità legale, potenzialmente ridefinendo il modo in cui i professionisti legali saranno valutati e disciplinati in futuro.
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