Javier Milei, presidente dell'Argentina, ha risposto pubblicamente questa settimana alle critiche formulate dagli ex direttori della Banca centrale, Miguel Pesce e Mercedes Marcó del Pont, che hanno messo in discussione la riforma della Carta organica di tale istituzione.La discussione è sorta dopo l'annuncio di Milei sulla proposta di modificare la struttura legale della Banca centrale argentina (BCRA), un cambiamento che, secondo i suoi sostenitori, cerca di migliorare l'efficacia della politica monetaria e ridurre l'influenza esterna sulle decisioni interne.
Le critiche di Pesce e Marcó del Pont si sono concentrate sulla presunta interferenza del Fondo Monetario Internazionale (FMI) nella riforma, sostenendo che la nuova Carta Organica potrebbe indebolire l'autonomia del BCRA e compromettere la stabilità economica del paese.
La risposta di Milei è stata dura e diretta. In un messaggio pubblicato sui social network, il presidente ha usato il termine "analfabeti economici" per riferirsi agli ex funzionari, una frase che ha generato polemiche e dibattiti tra analisti e cittadini. Milei ha sostenuto che le critiche di Pesce e Marcó del Pont riflettono una mancanza di comprensione su come funziona l'economia moderna. Secondo lui, la riforma cerca di garantire che il BCRA abbia strumenti sufficienti per raggiungere i suoi obiettivi, incluso il controllo dell'inflazione, senza dipendere esclusivamente da istruzioni esterne.
"If these two economic illiterates are complaining it's a good sign, given the mess they've made, to do the opposite is a good intuition", Milei wrote, highlighting the need for an independent monetary policy.
Milei ha spiegato che, dal punto di vista economico, l'autonomia del BCRA è cruciale per mantenere la stabilità macroeconomica. Ha citato Arnoldo Tinbergen, economista noto per il suo lavoro sulla teoria della politica economica, per giustificare la sua posizione. Secondo Milei, per raggiungere un obiettivo economico, come la stabilizzazione dei prezzi, è necessario almeno uno strumento di politica indipendente. Ciò implica che il BCRA deve avere la capacità di agire senza essere limitato da ordini esterni. Inoltre, ha menzionato che la Carta organica del 2012, che stabiliva obiettivi multipli per il BCRA, era una "dichiarazione di ignoranza", poiché complicava il compito di ottenere risultati chiari.
Pesce e Marcó del Pont, da parte loro, hanno sostenuto che la riforma di Milei potrebbe portare a gravi errori. Per loro, l'autonomia del BCRA deve essere accompagnata da un solo obiettivo chiaro, come la preservazione del valore della moneta. Marcó del Pont ha affermato che la riforma attuale non affronta completamente il problema dell'inflazione e che è necessario un approccio più profondo.
I due ex funzionari hanno anche sottolineato che il FMI ha insistito sulla necessità di una riforma che dia priorità all'indipendenza del BCRA. Tuttavia, hanno ritenuto che Milei sottovalutasse la complessità della situazione economica argentina. Per loro, la soluzione non risiede unicamente nell'aggiustare la Carta Organica, ma nell'implementare misure più ampie, come la riduzione della pressione fiscale e la riforma della struttura finanziaria nazionale.
La discussione tra Milei e gli ex direttori del BCRA riflette una tensione tra diverse visioni economiche all'interno del governo argentino. Mentre Milei cerca di rafforzare l'autonomia del BCRA, Pesce e Marcó del Pont vedono in questa riforma un rischio potenziale per la stabilità economica del paese. Questo confronto non coinvolge solo figure chiave del settore pubblico, ma anche istituzioni internazionali come il FMI, che è stato un attore importante nella politica economica argentina negli ultimi anni. L'evoluzione di questa disputa continuerà ad essere un tema centrale nelle discussioni economiche del paese.
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