La Corte dell'UE: dibattito sul conflitto di competenza tra l'EPPO e il procuratore generale
Alla Corte di giustizia europea si è svolta una discussione su una richiesta della Corte costituzionale croata di stabilire se una legge nazionale che consente al procuratore generale di risolvere i conflitti di competenza tra la Procura europea (EPPO) e i procuratori nazionali sia compatibile con il diritto dell'UE. La questione è nata da un caso che coinvolgeva l'ex ministro della sanità Vili Beroš, in cui l'EPPO e il Servizio di accusa croato (Uskok) hanno contestato la giurisdizione su accuse di sovrapprezzo di attrezzature mediche. Il procuratore capo dello Stato, Ivan Turudić, si è pronunciato a favore di Uskok, spingendo il capo dell'EPPO Laura Kövesi a presentare obiezioni alla Commissione europea. I deputati croati dell'SDP e di Možemo! hanno contestato la costituzionalità della relativa disposizione legale, sostenendo che tali decisioni dovrebbero essere prese da un tribunale piuttosto che dal procuratore generale dello Stato. La Corte costituzionale ha rinviato la questione alla Corte di giustizia europea per una decisione pregiudiziale, che costituirà un precedente non solo per la Croazia ma anche per altri Stati membri dell'UE con sistemi simili.
La Corte di giustizia europea ha tenuto un'udienza martedì a Lussemburgo su richiesta della Corte costituzionale della Croazia per stabilire se una disposizione legale che consente al procuratore generale di risolvere i conflitti di competenza tra la Procura europea (EPPO) e i procuratori nazionali sia compatibile con il diritto dell'UE. Questa decisione avrà implicazioni per 14 Stati membri con sistemi simili per la risoluzione di tali controversie. La questione è sorta nel caso dell'ex ministro della sanità Vili Beroš, per il quale l'EPPO e il pubblico ministero croato (Uskok) avevano rivendicazioni contrastanti.
Il procuratore capo dello Stato Ivan Turudić ha stabilito che Uskok era l'autorità competente per l'approvvigionamento di dispositivi medici troppo costosi, non l'EPPO. In seguito a questa sentenza, l'EPPO ha trasferito i documenti pertinenti all'Uskok, spingendo il procuratore capo europeo Laura Kövesi a presentare obiezioni e a riferire la questione alla Commissione europea. " il movimento ha presentato congiuntamente una richiesta alla Corte costituzionale chiedendo di valutare la costituzionalità della disposizione legale in base alla quale il procuratore capo dello Stato risolve i conflitti di giurisdizione tra Uskok e l'EPPO.
Essi sostengono che tali decisioni non dovrebbero rientrare esclusivamente nel campo di competenza del procuratore generale, ma dovrebbero essere prese da un tribunale, come la Corte suprema della Croazia. La Corte costituzionale ha deciso di sottoporre alla Corte di giustizia europea una questione pregiudiziale relativa alla compatibilità con il diritto dell'Unione dell'articolo 8 del regolamento di esecuzione (UE) 2017/1939 del Consiglio, che consente al procuratore generale di decidere sui conflitti di competenza tra i procuratori nazionali e l'EPPO. La sentenza della Corte di giustizia europea costituirà un precedente non solo per la Croazia, ma anche per gli altri Stati membri che utilizzano lo stesso sistema per risolvere i conflitti di giurisdizione.
In 14 paesi dell'UE, tra cui Belgio, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Portogallo, Romania e Slovenia, i conflitti di competenza tra i pubblici ministeri nazionali e l'EPPO sono risolti dagli organi pubblici. Dopo l'udienza di martedì, la fase successiva del processo è la pubblicazione del parere di un avvocato indipendente, previsto per la prima metà del prossimo anno. Sebbene questo parere non sia vincolante per la Corte, ha un'influenza significativa. Dopo di che, una decisione finale richiederebbe in genere tra sei e nove mesi dopo l'udienza.
La Corte di giustizia europea deciderà sull'autorità del procuratore generale croato nel risolvere i conflitti di competenza tra la Procura europea (EPPO) e i procuratori nazionali. Questo problema è sorto dopo che il procuratore capo dello Stato, Ivan Turudić, ha stabilito che il procuratore nazionale, non l'EPPO, era responsabile della gestione dei casi riguardanti attrezzature mediche costose legate all'ex ministro della Salute Vili Beroš. La procuratrice europea, Laura Kövesi, ha impugnato questa decisione dinanzi alla Commissione europea. La Corte costituzionale della Croazia ha deferito la questione alla Corte di giustizia europea per una decisione pregiudiziale sulla compatibilità dell'articolo 8 del regolamento di esecuzione dell'EPPO con il diritto dell'UE. L'esito di questo caso potrebbe costituire un precedente per altri 14 Stati membri dell'UE che seguono un sistema simile in cui un organo di accusa risolve tali conflitti.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta la controversia giuridica in modo obiettivo, citando sia il rinvio della Corte costituzionale croata alla Corte di giustizia europea sia le posizioni di varie parti interessate, tra cui la Procura europea e la Commissione europea. Non presenta un ph apertamente distorto
Alla Corte di giustizia europea si è svolta una discussione su una richiesta della Corte costituzionale croata di stabilire se una legge nazionale che consente al procuratore generale di risolvere i conflitti di competenza tra la Procura europea (EPPO) e i procuratori nazionali sia compatibile con il diritto dell'UE. La questione è nata da un caso che coinvolgeva l'ex ministro della sanità Vili Beroš, in cui l'EPPO e il Servizio di accusa croato (Uskok) hanno contestato la giurisdizione su accuse di sovrapprezzo di attrezzature mediche. Il procuratore capo dello Stato, Ivan Turudić, si è pronunciato a favore di Uskok, spingendo il capo dell'EPPO Laura Kövesi a presentare obiezioni alla Commissione europea. I deputati croati dell'SDP e di Možemo! hanno contestato la costituzionalità della relativa disposizione legale, sostenendo che tali decisioni dovrebbero essere prese da un tribunale piuttosto che dal procuratore generale dello Stato. La Corte costituzionale ha rinviato la questione alla Corte di giustizia europea per una decisione pregiudiziale, che costituirà un precedente non solo per la Croazia ma anche per altri Stati membri dell'UE con sistemi simili.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta in modo equilibrato la controversia giuridica tra le autorità giudiziarie nazionali e quelle dell'UE, citando le preoccupazioni della Corte costituzionale croata e la posizione della Commissione europea. Non mostra un linguaggio apertamente parziale, un sourcing unilaterale, o editorializzare che傾
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