Le autorità in Thailandia hanno aumentato a nove il numero di morti in una sparatoria in una scuola vicino a Bangkok dopo la conferma della morte di uno studente, segnando uno degli attacchi più letali del paese in quasi quattro anni. L'incidente è avvenuto venerdì presso la Debsirin School nella provincia di Nonthaburi, a circa 15 chilometri a nord della capitale. Uno studente di 14 anni, armato di pistola, ha aperto il fuoco all'interno della scuola, uccidendo i suoi due nonni, diversi insegnanti e altri membri dello staff prima di suicidarsi in una delle aule. La vittima è stata identificata come uno studente del primo anno di istruzione primaria, noto come 12 Mattayom 1, tipicamente per bambini di età compresa tra 12 e 13 anni.
La scuola ha rilasciato una dichiarazione sui suoi account sui social media esprimendo condoglianze per la perdita del suo studente, che aveva studiato nelle prime fasi della scuola primaria. Ha anche condiviso una fotografia in bianco e nero dei cinque insegnanti e lavoratori che hanno perso la vita durante l'attacco. La scuola ha espresso la speranza che il defunto riposa in pace e ha offerto sostegno alla famiglia. Le autorità hanno confermato che tutte le vittime sono morte per ferite da arma da fuoco, principalmente da un singolo colpo a un organo vitale, compresi i due nonni che sono stati uccisi all'inizio della giornata nella casa dello studente.
L'attacco ha dato vita a nuove discussioni sulla proprietà di armi da fuoco in Thailandia, dove l'accesso alle armi è relativamente facile, in particolare tra il personale militare e della polizia.
Le indagini della polizia hanno rivelato che il sospetto, un adolescente, aveva precedentemente acceduto a video online che mostravano attacchi alle scuole negli Stati Uniti. Il suo movente rimane sotto inchiesta, anche se i funzionari hanno notato che avrebbe sofferto di stress accademico a causa della pressione del nonno, un insegnante in pensione, per ottenere voti alti. La polizia ha intervistato i genitori del tiratore e sta esaminando le circostanze dell'attacco. Gli esperti forensi hanno confermato che l'arma usata apparteneva al nonno del sospetto, suggerendo un possibile accesso familiare alle armi da fuoco.
Ha sottolineato la necessità di misure più rigorose per prevenire tali incidenti, riconoscendo al contempo le sfide di affrontare le questioni di salute mentale tra i giovani. L'incidente ha anche spinto a chiedere maggiori programmi di sensibilizzazione e intervento rivolti agli studenti che affrontano pressioni accademiche. Mentre la nazione lotta con le conseguenze, l'attenzione rimane sulla comprensione dei più ampi fattori sociali che contribuiscono a tali tragedie.
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