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ONU: l'espansione delle colonie in Cisgiordania mina la soluzione dei due stati
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ONU: l'espansione delle colonie in Cisgiordania mina la soluzione dei due stati

Cinque paesi - Danimarca, Grecia, Lettonia, Regno Unito e Francia - hanno espresso profonda preoccupazione per i recenti sviluppi in Cisgiordania, affermando che la situazione nei territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est, si è notevolmente deteriorata. Hanno sottolineato la necessità che l'attenzione internazionale rimanga focalizzata sull'attuazione del piano di pace e sull'affrontare gli sviluppi in Cisgiordania, piuttosto che solo su altre parti del Medio Oriente. La dichiarazione ha condannato l'espansione degli insediamenti israeliani nel territorio palestinese occupato, definendola una violazione del diritto internazionale e minando gli sforzi di pace in corso a Gaza, l'attuazione della risoluzione ONU 2803 e le prospettive di una soluzione a due stati e la sicurezza regionale, compresa la sicurezza a lungo termine di Israele. Il gruppo ha criticato in particolare i progetti di costruzione nell'area E1 e l'ordine di sfratto contro la comunità di Khan Al-Ahmar, avvertendo che tali azioni frammenterebbero la Cisgiordania, isolare Gerusalemme Est e minacciare ulteriormente la sovranità palestinese attraverso un'occupazione.

Le Nazioni Unite hanno espresso profonda preoccupazione per i recenti sviluppi in Cisgiordania, in particolare evidenziando l'espansione degli insediamenti israeliani come minaccia agli sforzi per una soluzione a due stati. In una dichiarazione congiunta rilasciata alla sede delle Nazioni Unite, cinque paesi - Danimarca, Grecia, Lettonia, Regno Unito e Francia - hanno sottolineato il loro allarme per il deterioramento della situazione nei territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est. Hanno sottolineato che mentre l'attenzione globale si concentra sul ripristino della pace in altre parti del Medio Oriente, la comunità internazionale deve rimanere impegnata nell'attuazione del piano di pace e nell'affrontare i problemi in corso in Cisgiordania.

Queste nazioni hanno fatto riferimento alle discussioni all'interno del Consiglio di Sicurezza in merito alla risoluzione 2334, che condanna esplicitamente le attività di insediamento nel territorio palestinese occupato e invita Israele ad aderire ai suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale. La dichiarazione ha criticato il governo israeliano per aver continuato a consolidare il controllo sulla terra palestinese occupata, osservando che queste azioni contraddicono sia il diritto internazionale che la risoluzione 2334.

La dichiarazione ha fortemente condannato la continua creazione e espansione degli insediamenti israeliani, nonché i ripetuti atti di violenza da parte dei coloni contro i civili palestinesi. Ha invitato il governo israeliano a fermare l'espansione degli insediamenti e dei poteri amministrativi, garantire la responsabilità per la violenza dei coloni e indagare sulle denunce contro le forze israeliane.

Il gruppo E5 ha avvertito che lo sviluppo di insediamenti nella regione E1 dividerebbe la Cisgiordania, isolerebbe ulteriormente Gerusalemme Est e rappresenterebbe un attacco deliberato e immediato alla vitalità e alla continuità di uno stato palestinese indipendente e sovrano.

I paesi hanno respinto tutte le misure volte a modificare la composizione demografica, il carattere e lo status del territorio palestinese occupato, compresa Gerusalemme Est. Hanno sottolineato l'importanza di mantenere e rispettare lo status quo storico dei Luoghi Santi di Gerusalemme. Hanno condannato le ripetute violazioni di questo status quo, avvertendo che queste azioni rappresentano una minaccia per la stabilità regionale.

Ribadendo la loro richiesta di riprendere immediatamente le entrate fiscali dovute da Israele all'Autorità palestinese, hanno osservato che tali fondi devono essere trasferiti conformemente al protocollo di Parigi e sono essenziali per fornire servizi di base alla popolazione palestinese e consentire le riforme necessarie da parte dell'Autorità palestinese.

Per quanto riguarda l'UNRWA, gli E5 hanno caratterizzato la demolizione illegale del suo quartier generale a Gerusalemme Est come un'azione senza precedenti contro un'organizzazione delle Nazioni Unite, sottolineando che mina la capacità dell'UNRWA di fornire servizi essenziali ai palestinesi come mandato. Hanno accolto con favore il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia nell'ottobre 2025 e hanno esortato Israele a rispettare pienamente i suoi obblighi di diritto internazionale.

In conclusione, la Danimarca, la Grecia, la Lettonia, il Regno Unito e la Francia hanno ribadito il loro incrollabile impegno per la soluzione a due Stati, in linea con le pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite e la Dichiarazione di New York. Hanno sottolineato l'importanza di unificare la Striscia di Gaza con la Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, sotto l'autorità palestinese e hanno sottolineato la necessità di un processo politico volto a raggiungere una risoluzione giusta e duratura del conflitto israelo-palestinese, in cui israeliani e palestinesi possano vivere in pace, sicurezza e dignità.

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ONU: l'espansione delle colonie in Cisgiordania mina la soluzione dei due stati

Cinque paesi - Danimarca, Grecia, Lettonia, Regno Unito e Francia - hanno espresso profonda preoccupazione per i recenti sviluppi in Cisgiordania, affermando che la situazione nei territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est, si è notevolmente deteriorata. Hanno sottolineato la necessità che l'attenzione internazionale rimanga focalizzata sull'attuazione del piano di pace e sull'affrontare gli sviluppi in Cisgiordania, piuttosto che solo su altre parti del Medio Oriente. La dichiarazione ha condannato l'espansione degli insediamenti israeliani nel territorio palestinese occupato, definendola una violazione del diritto internazionale e minando gli sforzi di pace in corso a Gaza, l'attuazione della risoluzione ONU 2803 e le prospettive di una soluzione a due stati e la sicurezza regionale, compresa la sicurezza a lungo termine di Israele. Il gruppo ha criticato in particolare i progetti di costruzione nell'area E1 e l'ordine di sfratto contro la comunità di Khan Al-Ahmar, avvertendo che tali azioni frammenterebbero la Cisgiordania, isolare Gerusalemme Est e minacciare ulteriormente la sovranità palestinese attraverso un'occupazione.

Lettura del bias (Sinistra): L'articolo definisce la questione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania come una chiara violazione del diritto internazionale e una minaccia alla soluzione dei due Stati, usando un linguaggio fortemente condannatorio ("sottolinea", "violazione del diritto internazionale", "oppone con forza") e sottolinea l'illegalità dell'insediamento israeliano in Cisgiordania.

Aktuality.sk logoAktuality.skIndipendenteCentro4 gg fa
Il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha condannato l'espansione degli insediamenti israeliani nella West Bank.

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha condannato l'espansione degli insediamenti israeliani sulla West Bank del fiume Giordano. Questa dichiarazione arriva in mezzo alle tensioni in corso legate al conflitto israelo-palestinese e alle preoccupazioni internazionali sulla legalità e l'impatto delle attività di insediamento. Le Nazioni Unite hanno precedentemente espresso una forte opposizione a tali espansioni, citando il loro potenziale per minare gli sforzi di pace e violare il diritto internazionale. La condanna evidenzia il continuo controllo globale delle politiche di Israele nei territori occupati.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta un rapporto fattuale sulla condanna del Segretario Generale delle Nazioni Unite dell'espansione degli insediamenti israeliani, che è una questione altamente controversa.

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