Secondo una coalizione di gruppi di difesa, tra cui il National Women's Council e altre organizzazioni non governative, questo cambiamento potrebbe ridurre significativamente le tasse settimanali medie per i genitori da 200 a 56 euro, affrontando al contempo una grave carenza di personale nel settore.
In un recente evento che ha evidenziato la crescente sfida di accedere all'assistenza all'infanzia, Corrinne Hasson, direttore esecutivo del Consiglio nazionale delle donne, ha sottolineato che il principale onere finanziario che i fornitori di assistenza all'infanzia devono affrontare sono i salari.
I dati di Pobal, rilasciati a dicembre, indicano che quasi 46.241 bambini sotto i tre anni sono attualmente in lista d'attesa per l'inserimento in un orfanotrofio, una cifra che è aumentata da poco più di 40.000 l'anno precedente.
Queste entità riferiscono che circa il 70 per cento delle loro spese sono legate ai salari dei dipendenti, seguite da costi operativi come servizi pubblici e forniture necessarie per mantenere la fornitura di servizi. L'immensa pressione esercitata sui fornitori ha portato a numerose chiusure e perdite di personale, in particolare per le donne che spesso occupano posizioni di lavoro precarie. I genitori, nel frattempo, continuano a lottare con un sistema che è sia inaccessibile che inaccessibile. Anne Waithira Burke, che rappresenta l'organizzazione di sostegno ai migranti AkiDwA, ha evidenziato le particolari sfide affrontate dalle famiglie immigranti, che spesso mancano di reti di sostegno familiare estese.
Per queste famiglie, l'alto costo dell'infanzia rappresenta un ostacolo significativo all'occupazione, impedendo a molti di entrare nella forza lavoro nonostante il loro desiderio di farlo. Burke ha sottolineato l'importanza di istituire un solido sistema pubblico di assistenza all'infanzia che garantisca che nessuna famiglia sia esclusa dalle opportunità educative.
Con l'imminente Bilancio 2027, la coalizione sta sollecitando i responsabili politici a considerare il coinvolgimento diretto dello Stato nei pagamenti salariali come una soluzione praticabile all'attuale crisi. Una tale misura, sostengono, non solo stabilizzerebbe il settore finanziariamente ma fornirebbe anche benefici a lungo termine garantendo una qualità e un'accessibilità coerenti nell'educazione della prima infanzia.
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