Il ministro capo del Maharashtra, Devendra Fadnavis, ha proposto di deviare 40 trilioni di metri cubi di acqua del fiume Krishna verso il bacino del Bhima, giustificando la decisione con la necessità di gestire le acque di piena. I critici sostengono che questa azione unilaterale viola gli accordi esistenti sulla ripartizione delle acque, stabiliti dalla Corte Arbitrale per le Controversie sul Fiume Krishna, che in precedenza aveva limitato le deviazioni verso ovest da parte del Maharashtra a 67,5 miliardi di metri cubi, al fine di proteggere gli stati a valle. L'articolo evidenzia i potenziali impatti negativi su Karnataka, in particolare la riduzione degli apporti al bacino idrico di Almatti, che potrebbe compromettere l'irrigazione e l'approvvigionamento idrico potabile in diverse zone colpite dalla siccità. Si sottolinea che l'attuale quadro giuridico si basa sulla prima sentenza di Bachawat, poiché la seconda sentenza modificata della corte rimane non ufficialmente approvata a causa delle continue cause legali in corso presso la Corte Suprema. L'articolo esorta Karnataka a contestare legalmente la proposta, a richiedere un provvedimento cautelativo temporaneo e a chiedere valutazioni idrologiche indipendenti per verificare se l'acqua deviata costituisca un vero e proprio surplus.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo affronta la questione da un punto di vista critico, analizzando il potere esecutivo unilaterale, sottolineando la necessità di proteggere le popolazioni più vulnerabili a valle e sostenendo esplicitamente l'adozione di specifiche misure legali e la supervisione giudiziaria per contrastare la proposta del governo statale.





