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Proteste contro la SRFTI: il 34° giorno. Gli studenti chiedono l'intervento del ministero e la ritirata della polizia.
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Proteste contro la SRFTI: il 34° giorno. Gli studenti chiedono l'intervento del ministero e la ritirata della polizia.

Gli studenti dell'Istituto Satyajit Ray per il Cinema e la Televisione (SRFTI) di Calcutta hanno continuato la loro protesta per 34 giorni, chiedendo il ritiro della polizia dal campus e le dimissioni del rettore, Santosh Kumar Ajmera. L'associazione studentesca sostiene che l'amministrazione non è riuscita a proteggerli dalla violenza perpetrata da persone esterne il 27 settembre e, successivamente, ha imposto sanzioni disciplinari ingiuste, colpendo in particolare studenti appartenenti alle caste inferiori e musulmani. Durante una conferenza stampa, i leader dell'associazione hanno criticato il rettore per aver rifiutato un dialogo costruttivo e hanno accusato l'amministrazione di utilizzare le nuove telecamere di sorveglianza per monitorare i manifestanti, anziché garantire la loro sicurezza. L'associazione chiede inoltre un'indagine indipendente sugli episodi di violenza e sulla decisione dell'amministrazione di autorizzare un evento organizzato da un'organizzazione affiliata all'RSS. In risposta, il segretario dell'SRFTI, Deepak Kumar, ha respinto le accuse, affermando che l'affermazione di un fallimento istituzionale in merito alla sicurezza degli studenti è falsa, e ha precisato che le autorizzazioni per l'evento in questione sono state concesse prima dell'inizio del mandato dell'attuale rettore.

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È passato un mese dai disordini all'istituto cinematografico di Kolkata, e gli studenti sono determinati a continuare le proteste finché il rettore non si dimetterà

Gli studenti dell'Istituto Satyajit Ray per il Cinema e la Televisione di Calcutta continuano la loro protesta da un mese, chiedendo le dimissioni del rettore Santosh Ajmera e chiarezza sulle responsabilità per gli episodi di violenza verificatisi il 27 settembre durante un evento organizzato da un gruppo affiliato all'RSS. Il conflitto è iniziato dopo che gli studenti hanno protestato contro la presenza di slogan di matrice "hindutva" durante l'evento, scatenando scontri in cui 30 studenti e due membri del corpo docente sono rimasti feriti. L'amministrazione sostiene che la protesta si è trasformata in un'occasione per battaglie politiche alimentate da forze esterne, mentre gli studenti affermano di essere vittime di diffamazioni ingiuste e chiedono il ritiro delle decisioni di espulsione nei confronti di sei compagni. Esiste una notevole diffidenza tra le parti riguardo al numero di agenti di polizia presenti nel campus: l'amministrazione ne cita quattro o cinque, mentre gli studenti stimano circa 50. Lo stallo in corso ha portato alla sospensione delle lezioni e dei servizi di mensa e alloggio, con entrambe le parti che mantengono le proprie posizioni attraverso comunicati e azioni concrete.

Lettura del bias (Progressista): La narrazione si concentra sulle lamentele degli studenti e riporta citazioni di membri del personale amministrativo, che utilizzano termini sprezzanti come "spaventoso" e "ridicolo", attribuendo il conflitto a forze politiche esterne piuttosto che a un fallimento istituzionale.

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Proteste contro la SRFTI: il 34° giorno. Gli studenti chiedono l'intervento del ministero e la ritirata della polizia.

Gli studenti dell'Istituto Satyajit Ray per il Cinema e la Televisione (SRFTI) di Calcutta hanno continuato la loro protesta per 34 giorni, chiedendo il ritiro della polizia dal campus e le dimissioni del rettore, Santosh Kumar Ajmera. L'associazione studentesca sostiene che l'amministrazione non è riuscita a proteggerli dalla violenza perpetrata da persone esterne il 27 settembre e, successivamente, ha imposto sanzioni disciplinari ingiuste, colpendo in particolare studenti appartenenti alle caste inferiori e musulmani. Durante una conferenza stampa, i leader dell'associazione hanno criticato il rettore per aver rifiutato un dialogo costruttivo e hanno accusato l'amministrazione di utilizzare le nuove telecamere di sorveglianza per monitorare i manifestanti, anziché garantire la loro sicurezza. L'associazione chiede inoltre un'indagine indipendente sugli episodi di violenza e sulla decisione dell'amministrazione di autorizzare un evento organizzato da un'organizzazione affiliata all'RSS. In risposta, il segretario dell'SRFTI, Deepak Kumar, ha respinto le accuse, affermando che l'affermazione di un fallimento istituzionale in merito alla sicurezza degli studenti è falsa, e ha precisato che le autorizzazioni per l'evento in questione sono state concesse prima dell'inizio del mandato dell'attuale rettore.

Lettura del bias (Progressista): L'articolo presenta ampiamente citazioni di attivisti studenteschi che descrivono intimidazioni da parte dello Stato e profilazione comunitaria, mentre la risposta ufficiale è breve e manca di prove dettagliate a sostegno delle proprie affermazioni.

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