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Attacchi online a Flurina Ametaj: una sociologa denuncia la sempre più frequente vendetta politica contro le donne
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Attacchi online a Flurina Ametaj: una sociologa denuncia la sempre più frequente vendetta politica contro le donne

Flurina Ametaj, candidata al consiglio comunale di Celje nella lista del movimento "Gibanje Svoboda", è diventata bersaglio di attacchi online a causa delle sue origini albanesi. La polemica si è intensificata dopo che un portale con sede in Kosovo ha pubblicato la sua foto e il suo numero di candidato insieme a un riassunto del suo programma elettorale in albanese, una pratica che, secondo i critici, viola le leggi elettorali riguardanti i materiali di campagna. Sia Ametaj che il suo partito negano di essere coinvolti nella creazione o nel finanziamento di questo specifico materiale in lingua albanese, affermando che la loro campagna ufficiale è stata condotta esclusivamente in sloveno, in conformità con le normative legali. L'ex politico Zmago Jelinčič Plemeniti ha criticato la situazione, sostenendo che il movimento "Gibanje Svoboda" ignora le regole includendo una candidata di nazionalità albanese e distribuendo materiali in una lingua straniera. Ha avvertito contro il rischio che gli stranieri prendano il controllo di parti del potere, un sentimento condiviso dall'ex ministro dell'Interno Aleš Hojs, che ha commentato alcuni video che la ritraggono. Un sociologo ha osservato che questo tipo di molestie online, motivate politicamente e rivolte a donne in base alle loro origini, sta diventando sempre più comune.

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Attacchi online a Flurina Ametaj: una sociologa denuncia la sempre più frequente vendetta politica contro le donne

Flurina Ametaj, candidata al consiglio comunale di Celje nella lista del movimento "Gibanje Svoboda", è diventata bersaglio di attacchi online a causa delle sue origini albanesi. La polemica si è intensificata dopo che un portale con sede in Kosovo ha pubblicato la sua foto e il suo numero di candidato insieme a un riassunto del suo programma elettorale in albanese, una pratica che, secondo i critici, viola le leggi elettorali riguardanti i materiali di campagna. Sia Ametaj che il suo partito negano di essere coinvolti nella creazione o nel finanziamento di questo specifico materiale in lingua albanese, affermando che la loro campagna ufficiale è stata condotta esclusivamente in sloveno, in conformità con le normative legali. L'ex politico Zmago Jelinčič Plemeniti ha criticato la situazione, sostenendo che il movimento "Gibanje Svoboda" ignora le regole includendo una candidata di nazionalità albanese e distribuendo materiali in una lingua straniera. Ha avvertito contro il rischio che gli stranieri prendano il controllo di parti del potere, un sentimento condiviso dall'ex ministro dell'Interno Aleš Hojs, che ha commentato alcuni video che la ritraggono. Un sociologo ha osservato che questo tipo di molestie online, motivate politicamente e rivolte a donne in base alle loro origini, sta diventando sempre più comune.

Lettura del bias (Conservatore): L'articolo evidenzia le dichiarazioni di esponenti di destra come Jelinčič e Hojs, che esprimono preoccupazioni xenofobe, e presenta la difesa del candidato coinvolto, senza però bilanciare le accuse iniziali con verifiche indipendenti delle presunte violazioni di legge.

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La candidata del partito Celjska, Flurina Ametaj, è stata oggetto di attacchi politici a causa delle sue origini

La candidatura di Florina Ametaj al consiglio comunale di Celje ha suscitato notevoli polemiche e molestie online a causa delle sue origini albanesi. In quanto candidata del movimento Freedom e presidente dell'Associazione delle società albanesi, è stata oggetto di attacchi dopo che un portale con sede in Kosovo ha pubblicato il suo programma elettorale in albanese, portando ad accuse che avesse prodotto materiale di campagna in quella lingua. Ametaj nega queste accuse, affermando che i contenuti del suo profilo personale erano esclusivamente in sloveno, mentre il leader locale del partito, Primoz Posinek, sostiene che né il partito né la candidata sono stati coinvolti nella creazione o nel finanziamento dei contenuti in lingua straniera. L'incidente si è trasformato in una campagna di cyberbullismo organizzata, che includeva minacce, suscitando le critiche del sociologo Gorazd Kovacic, che ha descritto gli attacchi come una forma di violenza organizzata. L'istituto March 8 ha pubblicamente espresso il suo sostegno ad Ametaj, sottolineando che le persone non dovrebbero essere oggetto di attacchi basati sulle loro origini.

Lettura del bias (Progressista): L'articolo presenta gli attacchi online come "violenza organizzata" e include commenti a sostegno da parte di un sociologo e di un istituto progressista, sottolineando l'aspetto della vittimizzazione piuttosto che concentrandosi esclusivamente sui dibattiti relativi alla conformità legale.

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