La squadra nazionale di calcio spagnola, che si prepara attualmente per i quarti di finale della Coppa del Mondo contro il Belgio, si trova a navigare in un paesaggio lontano dalle intense tensioni politiche che una volta definivano la cultura calcistica catalana.
Le radici di questa trasformazione possono essere ricondotte alle elezioni regionali del 2024, in cui i partiti nazionalisti in Catalogna non riuscirono a ottenere la maggioranza per la prima volta dal 1984. Questo risultato segnò un punto di svolta, con il governo catalano che iniziò a dare la priorità alla riconciliazione con Madrid rispetto alle continue richieste di indipendenza. Il calcio, tradizionalmente un campo di battaglia per l'espressione politica, ha rispecchiato questo cambiamento.
Questa evoluzione contrasta nettamente con l'eredità di giocatori come Gerard Piqué, la cui carriera si estendeva sulla linea tra la celebrità del calcio e l'attivismo politico. Piqué, un difensore decorato che ha rappresentato la Spagna in più Coppe del Mondo, inizialmente non è stato coinvolto nel discorso separatista. La sua ascesa alla ribalta è coincisa con la vittoria della Spagna nella Coppa del Mondo 2010, durante la quale è diventato un eroe nazionale. Tuttavia, la sua posizione è cambiata drasticamente nel 2017 quando ha apertamente sostenuto il referendum sull'indipendenza proposto.
Questa posizione gli ha fatto guadagnare ammirazione e condanna, in particolare prima della Coppa del Mondo 2018 in Russia. Durante le sessioni di allenamento, ha affrontato abusi verbali da parte degli spettatori, spingendolo a prendere in considerazione il ritiro dalla squadra nazionale. Nonostante abbia giocato nel torneo, si è ritirato dalla squadra dopo l'uscita anticipata della Spagna. Oggi, la squadra nazionale comprende diversi importanti giocatori di origine catalana, tra cui Lamine Yamal, ampiamente considerato il più grande talento della Spagna.
Tuttavia, le recenti controversie che coinvolgono Eric García, Dani Olmo e Joan García hanno riacceso le discussioni sull'intersezione tra calcio e politica. Questi giocatori sono stati fotografati con l'estelada, una bandiera associata all'indipendenza catalana, dopo il trionfo del campionato del FC Barcelona all'inizio di quest'anno. Mentre alcune voci conservatrici hanno sollecitato la loro esclusione dalla squadra nazionale, tutti e tre sono stati alla fine selezionati per la squadra della Coppa del Mondo. La presenza di questi giocatori evidenzia la complessa relazione tra identità personale e dovere pubblico.
Mentre nessuno di loro ha espressamente approvato il separatismo, la loro associazione con l'estelada ha scatenato il dibattito sul fatto che tali affiliazioni dovrebbero influenzare la loro inclusione nella squadra nazionale.
Resta da vedere se questo segni un cambiamento definitivo rispetto alle tensioni politiche del passato, ma per ora, l'attenzione è fermamente sul gioco.
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