Nelle prime ore del 6 giugno 2007, due giovani ragazze, Alisya Di Giacinto, 16 anni, e sua sorella minore Sarah, 12 anni, sono scomparse dalla casa di famiglia "Ofh Hope" a Civitella Alfedena, provincia di Aquila. La scomparsa ha scatenato una vasta preoccupazione e ampie ricerche in tutta la regione. Undici giorni dopo la loro scomparsa, gli investigatori hanno scoperto nuovi indizi che potrebbero spostare il focus della ricerca. Un clip di capelli rossi con piccoli fiori bianchi è stato trovato su un sentiero vicino alla casa di famiglia, che i funzionari ritengono appartenga a Sarah.
Questa scoperta ha riacceso gli sforzi per localizzare i fratelli scomparsi, con sorveglianza aerea, droni e unità canine ora schierate nella vicina riserva naturale conosciuta come La Camosciara all'interno del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise.
Le due ragazze vivevano presso la struttura "Ofh Hope" da diversi anni a seguito di una difficile separazione dei genitori. Sono state riunite in questa particolare struttura solo un anno prima della loro scomparsa, dopo aver trascorso due anni separati. Durante il loro soggiorno nella casa di famiglia, entrambi i genitori hanno perso i diritti di custodia a causa di conflitti derivanti dal loro divorzio. Tuttavia, alla fine di maggio, il tribunale minorile di Cassino ha restituito la custodia esclusivamente al padre, Stefano Di Giacinto.
I carabinieri della società Castel di Sangro hanno effettuato diverse ispezioni della casa di famiglia, concentrandosi in particolare sulle camere da letto in cui vivevano le ragazze. Queste stanze sono state messe sotto sigillo tre giorni dopo la scomparsa, ma non hanno dato risultati.
Tuttavia, data l'età delle ragazze, è necessaria una sorveglianza, spingendo Stefano Di Giacinto a presentare denunce contro il personale che gestisce la struttura.
Nel corso di undici giorni, sono emerse numerose teorie sulla scomparsa. Una teoria suggerisce che le ragazze potrebbero essere andate a visitare un parente, ma questa affermazione manca di conferma. Gli investigatori stanno rivedendo i filmati delle telecamere di sorveglianza della città e delle aree vicine, notando circa 300 movimenti di veicoli durante il periodo della scomparsa. Ciò ha portato le autorità a considerare la possibilità di un complice esterno che ha aiutato le ragazze a fuggire.
Sostenendo ulteriormente l'ipotesi di una partenza pianificata, gli investigatori hanno trovato note codificate nella stanza delle ragazze che sono state sequestrate dalla polizia. Questi messaggi sembrano contenere riferimenti a luoghi, orari o accordi fatti prima della scomparsa. La decifrazione di queste note potrebbe fornire informazioni cruciali su come le ragazze hanno comunicato con qualcuno al di fuori della struttura e su come è stata organizzata la loro fuga.
Nel frattempo, l'indagine continua con l'apertura di due casi separati da parte della Procura di Sulmona, uno per il rapimento di minori contro individui sconosciuti e un altro per negligenza che coinvolge il capo della struttura. Stefano Di Giacinto ha presentato la denuncia, assistito dall'avvocato Francesco Ricciardi, criticando la risposta ritardata dalla struttura e la mancanza di allarmi o sistemi di sorveglianza. Il presidente dell'OfH, Maurizio Volpini, ha risposto affermando che l'organizzazione ha sempre mantenuto la serietà e la corretta gestione, affermando che si difenderanno in sedi legali appropriate.
La madre, Valentina D'Acunto, rimane profondamente colpita dalla situazione, esprimendo speranza mentre lotta emotivamente. Ha scritto lettere alle figlie, esortandole a contattarla, sottolineando che non è arrabbiata e crede che tutto possa essere risolto insieme. Il suo avvocato, Enrico Mastantuono, ha osservato che le ragazze si erano costantemente rifiutate di incontrare il padre, sperando invece di riunirsi con la madre. Questa dinamica aggiunge complessità alle indagini in corso, evidenziando le tensioni emotive e familiari che circondano il caso. Mentre la ricerca continua, la comunità e le autorità rimangono fiduciose che emergeranno nuove piste per aiutare a localizzare le sorelle scomparse.
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Il Fatto QuotidianoIndipendenteCentroFattualità 95Obiettività 8520 gg fa Sorelle scomparse nell’Aquilano: “Trovato un fermaglio della più piccola su un sentiero vicino alla casa-famiglia”Una clip di capelli rossi con piccoli fiori bianchi è stata trovata lungo un sentiero vicino alla casa della famiglia "Ofh Hope" a Civitella Alfedena, dove la 16enne Alisya Di Giacinto e sua sorella Sarah, 12 anni, sono scomparse 11 giorni fa. Si ritiene che la clip appartenga alla sorella minore. Sono stati ripresi gli sforzi di ricerca nella zona, compresi voli in elicottero sulla riserva naturale di La Camosciara nel Parco Nazionale degli Abruzzi, droni, unità canine e personale di salvataggio in montagna. Le ragazze sono scomparse tra il 6 e il 7 giugno dopo essere state affidate alla cura della casa di famiglia tre anni fa dopo la separazione dei genitori.
Lettura del bias (Centro): L'articolo riporta un caso di persone scomparse senza apparenti contesti politici, ma si concentra sui dettagli di fatto della ricerca e sulle informazioni di base sulle sorelle, senza mostrare una chiara tendenza verso alcuna posizione politica o ideologia.
Perché questi punteggi (Fattualità 95 · Obiettività 85): The article reports a concrete piece of evidence—a hair clip found near the facility—supporting the search for the girls. It also provides background on the family situation and legal aspects. The tone is neutral and factual, presenting the discovery without undue speculation or emotional language.
Il Fatto QuotidianoIndipendenteCentroFattualità 90Obiettività 8024 gg fa Sorelle scomparse in Abruzzo da una casa-famiglia: maxi operazione di ricerca. Al vaglio i rapporti con i genitoriDue sorelle, Alisya, 16 anni, e Sarah, 12 anni, sono scomparse da un centro di accoglienza in Abruzzo. Le ricerche si sono concentrate sul Lago di Barrea, con i vigili del fuoco che utilizzano sub e droni per le operazioni di ricerca. Gli investigatori stanno esaminando eventuali collegamenti con i loro genitori e se qualcuno le ha aiutate a lasciare il centro. Il caso è oggetto di un'indagine in corso.
Lettura del bias (Centro): L'articolo riferisce su un'indagine criminale in corso senza un'apparente cornice ideologica. Si concentra sui dettagli fatti della ricerca e sulle procedure legali, evitando qualsiasi linguaggio partigiano o enfasi.
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OpenIndipendenteCentroFattualità 85Obiettività 7523 gg fa Le sorelline scomparse e l’ipotesi che siano «ancora vive». Gli oggetti e i messaggi scritti in codice su bigliettini: cosa hanno trovato nella stanzaLe due sorelle, Sarah e Alisy Di Giacinto, di 12 e 16 anni, sono scomparse dalla casa di riposo 'Off Hope' di Civitella Alfedena (L'Aquila) durante la notte del 6 giugno 1967. Gli investigatori stanno valutando la possibilità che siano ancora in vita e che possano essere andati via volontariamente.
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