La Slovenia ha bisogno di chiare definizioni dei suoi obiettivi, secondo il dottor Andrej Umek, che sostiene che la direzione economica del paese sotto l'ex primo ministro Dr. Janez Janša ha portato ad una crescente dipendenza da politiche di sinistra e lontane dai principi del libero mercato.
Questo ha creato discrepanze, in particolare rispetto alla Germania, dove i salari nel settore pubblico sono significativamente inferiori a quelli del settore privato, a volte fino al 30 per cento. Esistono eccezioni in settori cruciali per la competitività e il successo economico, come la ricerca, l'istruzione e l'assistenza sanitaria. Il governo guidato dal Dr. Janša ha anche contribuito a un deficit di bilancio sostanziale, che potrebbe avere implicazioni per la futura governance. Mentre l'autore non si chiede se qualcuno debba essere ritenuto responsabile di questo, l'attenzione si concentra su come la Slovenia possa tornare su un percorso di progresso e raggiungere le economie europee più sviluppate.
Il nuovo governo ha iniziato ad affrontare queste sfide attraverso una legge di intervento, che l'autore considera un inizio positivo. Tuttavia, ulteriori affinamenti e espansione in altri settori saranno necessari per raggiungere l'obiettivo finale di un'economia di mercato libera e di successo. L'autore sottolinea che ci sono più che sufficienti aree che richiedono definizione e attuazione, rendendo impraticabile coprirle tutte in una sola colonna. Pertanto, l'attenzione è focalizzata sulle infrastrutture, in particolare le componenti fisiche che supportano l'attività economica. Data la necessità di mantenere la discussione entro limiti ragionevoli, l'autore restringe l'attenzione alla logistica.
La Slovenia, in quanto paese relativamente piccolo, si basa fortemente sulla cooperazione paritaria con altri Stati membri dell'UE, in particolare con partner chiave come Germania, Francia e Italia. Questa collaborazione economica dipende dai moderni collegamenti logistici tra le nazioni. Nel valutare i collegamenti logistici attuali e pianificare quelli nuovi, è essenziale considerare il concetto di collegare l'UE attraverso reti ferroviarie ad alta velocità.
Secondo l'autore, l'equilibrio è ancora leggermente favorevole alla ferrovia ad alta velocità. Inoltre, i principali partner economici come Germania, Francia e Italia hanno già compiuto passi significativi nello sviluppo delle loro reti ferroviarie ad alta velocità e si sono interconnessi. Paesi come Spagna e Ungheria stanno anche lavorando per colmare il divario, con l'Ungheria che costruisce un collegamento ferroviario ad alta velocità tra Budapest e Vienna e partecipa a progetti come Salonicco, Belgrado, Budapest. Da questa analisi, l'autore conclude che la Slovenia deve integrarsi nella rete ferroviaria europea ad alta velocità per garantire lo sviluppo e la competitività internazionale della sua economia.
Sebbene si tratti di un progetto costoso e a lungo termine, l'autore ritiene che valga la pena investire ogni euro. Per una gestione efficace di un progetto di questo tipo, sia gli obiettivi finali che quelli intermedi devono essere chiaramente definiti. Il primo anno del mandato è considerato il momento opportuno per stabilire questi obiettivi. Questa colonna intende servire da catalizzatore proprio per questo sforzo.
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