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Si finge 12enne per farsi adottare, ma ha 38 anni: così una donna ha ingannato per un anno una coppia in Brasile
Italy🏛️ Political’altro ieri

Si finge 12enne per farsi adottare, ma ha 38 anni: così una donna ha ingannato per un anno una coppia in Brasile

Una donna di 38 anni di nome Amanda Maria Souza de Oliveira è stata condannata a sei mesi e 10 giorni di prigione e quattro mesi e 18 giorni di detenzione in Brasile per aver ingannato una coppia fingendo di essere una bambina di 12 anni che aveva bisogno di essere adottata. La donna aveva vissuto con la coppia a Joinville, Santa Catarina, per oltre un anno prima che il suo inganno fosse scoperto attraverso ricerche online che rivelavano storie simili che aveva raccontato in altre città. Inizialmente affermava di avere 18 anni, ma in seguito ha cambiato la sua storia a 12 anni, fuggendo dagli abusi di suo padre e costretta alla prostituzione. Il suo aspetto da adulta ha portato a sospetti, che sono cresciuti dopo che la famiglia adottiva ha scoperto account simili online. Prima di questo incidente, Amanda avrebbe presumibilmente usato la stessa identità falsa a Rio de Janeiro e Iguaçu. Durante il processo, una valutazione psicologica ha confermato la sua capacità di comprendere il processo legale, portando Amanda a confessare di aver mentito sul suo nome, ma ha negato le accuse di frode e frode.

Una donna di 38 anni è stata condannata in Brasile dopo aver ingannato una coppia a Joinville, nello stato settentrionale di Santa Catarina, a credere di essere una ragazza di 12 anni per oltre un anno. Il caso è venuto alla luce quando la famiglia ha scoperto somiglianze tra la sua storia e le relazioni di altre città del Brasile. Amanda Maria Souza de Oliveira è stata riconosciuta colpevole di frode e di utilizzo di falsi documenti d'identità, ricevendo una pena detentiva di sei mesi e dieci giorni, più quattro mesi e diciotto giorni di detenzione. Il suo team di difesa ha già annunciato piani di ricorso, sostenendo la sua innocenza. Amanda inizialmente si è presentata in una chiesa protestante locale con un nome falso, sostenendo di avere 18 anni.

Ha gradualmente cambiato la sua narrazione, dicendo alla comunità che aveva solo 12 anni e che era fuggita da casa per sfuggire agli abusi di suo padre. Per spiegare il suo aspetto da adulta, ha affermato di essere stata costretta a prendere ormoni e impegnarsi nella prostituzione. Questa storia ha risuonato nella comunità, portando una coppia a offrirle rifugio nella loro casa, fornendola una stanza e prendendosi cura delle sue esigenze quotidiane. Per più di un anno, la storia di Amanda è sembrata credibile. Le sue foto con biberon, peluche e ciuccioli sono state condivise tra amici e familiari. Tuttavia, i dubbi hanno iniziato a emergere alla fine di maggio quando i genitori adottivi hanno notato rapporti online che rispecchiavano le affermazioni di Amanda.

Queste storie, provenienti da diverse parti del Brasile, hanno sollevato preoccupazioni sull'autenticità della sua situazione. La famiglia ha denunciato la questione alle autorità, portando all'arresto di Amanda. Secondo O Globo, Amanda aveva precedentemente usato tattiche simili in altri luoghi. Prima di arrivare a Joinville, aveva convinto i residenti di Rio de Janeiro e Nova Iguaçu che era una dodicenne in fuga da una rete di sfruttamento sessuale guidata da suo padre. In questi casi, ha alterato la posizione ma ha mantenuto la stessa trama. Questi precedenti incidenti suggeriscono un modello di inganno, che è diventato evidente durante il suo processo.

Durante il procedimento legale, una valutazione psicologica ha confermato che Amanda ha capito il processo e poteva partecipare in modo significativo. Sulla base di questa valutazione, la corte ha proceduto con il processo e la ha dichiarata colpevole di inganno intenzionale. Durante l'udienza, Amanda ha ammesso di aver mentito sul suo nome, ma ha negato le accuse di frode e inganno. La sua difesa sostiene che il verdetto è ingiusto e intende presentare tutti i ricorsi necessari per contestare la decisione e dimostrare la sua innocenza. Il caso evidenzia le complessità che circondano i processi di adozione e il potenziale per gli individui di sfruttare le vulnerabilità all'interno delle comunità.

Il caso continua ad attirare l'attenzione su questioni di fiducia, identità e responsabilità etiche di coloro che forniscono supporto a individui vulnerabili. L'esito dell'appello determinerà se le azioni di Amanda siano considerate un comportamento criminale o una tragica rappresentazione errata delle circostanze.

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Si finge 12enne per farsi adottare, ma ha 38 anni: così una donna ha ingannato per un anno una coppia in Brasile

Una donna di 38 anni di nome Amanda Maria Souza de Oliveira è stata condannata a sei mesi e 10 giorni di prigione e quattro mesi e 18 giorni di detenzione in Brasile per aver ingannato una coppia fingendo di essere una bambina di 12 anni che aveva bisogno di essere adottata. La donna aveva vissuto con la coppia a Joinville, Santa Catarina, per oltre un anno prima che il suo inganno fosse scoperto attraverso ricerche online che rivelavano storie simili che aveva raccontato in altre città. Inizialmente affermava di avere 18 anni, ma in seguito ha cambiato la sua storia a 12 anni, fuggendo dagli abusi di suo padre e costretta alla prostituzione. Il suo aspetto da adulta ha portato a sospetti, che sono cresciuti dopo che la famiglia adottiva ha scoperto account simili online. Prima di questo incidente, Amanda avrebbe presumibilmente usato la stessa identità falsa a Rio de Janeiro e Iguaçu. Durante il processo, una valutazione psicologica ha confermato la sua capacità di comprendere il processo legale, portando Amanda a confessare di aver mentito sul suo nome, ma ha negato le accuse di frode e frode.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta un resoconto fattuale di un caso penale che coinvolge la frode d'identità e non mostra alcun chiaro pregiudizio ideologico.

Perché fattualità (85): The article reports a verified case from Brazilian media sources (G1 and O Globo) where a woman aged 38 pretended to be a 12-year-old girl to gain adoption. The details align with multiple accounts including her false identity, fabricated backstory involving abuse, and the couple’s subsequent adopti

Perché obiettività (70): The article presents the story with a somewhat sympathetic tone toward Amanda, highlighting her claimed victimhood and emotional appeal. It also includes the legal consequences but frames them within the narrative of deception rather than focusing solely on the crime. This suggests a slight editoria

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