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L'Autorità Palestinese spinge per le transazioni digitali per alleviare la crisi finanziaria
IL🏛️ PoliticaTendenza progressista7 gg fa

L'Autorità Palestinese spinge per le transazioni digitali per alleviare la crisi finanziaria

L'Autorità Palestinese sta spingendo per una maggiore dipendenza dai pagamenti elettronici per affrontare una crisi finanziaria aggravata dalle restrizioni israeliane sui trasferimenti in contanti. Il vice governatore Mohammad Manasra dell'Autorità Monetaria Palestinese ha dichiarato che queste restrizioni limitano le banche palestinesi a trasferire solo fino a 18 miliardi di shekel all'anno attraverso specifiche banche israeliane. L'economista palestinese Mohammed Samhouri sostiene che questo limite è insufficiente, contribuendo all'instabilità economica. La situazione ha portato le banche a rifiutare di accettare depositi in shekel, causando difficoltà per individui e imprese.

L'Autorità monetaria palestinese sta compiendo passi significativi per affrontare la sua peggiorante crisi finanziaria promuovendo le transazioni digitali come un modo per ridurre la dipendenza dalla valuta fisica. Questo cambiamento arriva in mezzo a crescenti preoccupazioni per le limitazioni imposte dalle autorità israeliane sul flusso di fondi tra banche palestinesi e israeliane.

La situazione è stata esacerbata dalle restrizioni israeliane al trasferimento di liquidità in eccesso, che limitano le banche palestinesi a restituire solo una frazione delle loro partecipazioni attraverso banche israeliane designate "Bank Hapoalim e Israel Discount Bank" con un tetto massimo annuale di circa 18 miliardi di shekel. L'economista palestinese Mohammed Samhouri ha sottolineato che questo tetto è molto inferiore a ciò che è necessario per sostenere l'economia, contribuendo a una grave crisi finanziaria. Le restrizioni hanno portato ad un accumulo di shekel nelle banche palestinesi, raggiungendo livelli insostenibili e minacciando la capacità di queste istituzioni di sostenere il commercio con Israele, che rimane un partner economico fondamentale.

L'economia palestinese è profondamente intrecciata con Israele, in particolare in termini di commercio. Nel 2024, più della metà delle importazioni dell'Autorità palestinese e oltre l'80% delle sue esportazioni sono state dirette a Israele. Di conseguenza, l'incapacità di trasferire fondi sufficienti ha avuto un impatto diretto sul funzionamento del sistema bancario.

L'attuazione di questa legge dovrebbe avvenire nel corso di un periodo di due anni, a condizione che venga istituita un'infrastruttura di pagamenti elettronici completamente integrata.

Gli sforzi per aumentare il limite di 18 miliardi di shekel sono in corso, con discussioni tenute tra la PMA, la Banca di Israele e un partner internazionale. Tuttavia, la responsabilità di affrontare il problema è passata al governo israeliano dall'ottobre 2023.

Nel frattempo, la tensione finanziaria ha colpito settori vitali, compresa l'assistenza sanitaria. Un recente sciopero dell'Associazione medica palestinese ha lasciato numerose cliniche e ospedali in Cisgiordania incapaci di operare in modo efficace. Il dottor Aid Qudami, un medico di famiglia a Qalqilya, si è unito allo sciopero, citando l'incapacità di trattare i pazienti a causa dell'insufficienza di risorse.

Questi fondi trattenuti rappresentano circa il 60% delle entrate della PA, aggravando ulteriormente le sfide finanziarie affrontate dall'amministrazione.

La situazione è peggiorata negli ultimi anni, specialmente dopo il massacro del 7 ottobre 2023, durante il quale Israele ha iniziato a trattenere i fondi destinati a Gaza, comprese le pensioni per i dipendenti di Gaza dell'Autorità Palestinese.

Mentre la crisi finanziaria continua ad approfondirsi, l'Autorità Palestinese affronta una crescente pressione per attuare riforme e garantire fonti di finanziamento alternative. La spinta per le transazioni digitali rappresenta una potenziale via per stabilizzare l'economia, anche se il suo successo dipenderà dal superamento delle barriere esistenti e dall'assicurazione della cooperazione delle autorità israeliane.

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The Jerusalem Post logoThe Jerusalem PostIndipendenteCentroFattualità 60Obiettività 757 gg fa
L'Autorità Palestinese spinge per le transazioni digitali per alleviare la crisi finanziaria

L'Autorità Palestinese sta spingendo per una maggiore dipendenza dai pagamenti elettronici per affrontare una crisi finanziaria aggravata dalle restrizioni israeliane sui trasferimenti in contanti. Il vice governatore Mohammad Manasra dell'Autorità Monetaria Palestinese ha dichiarato che queste restrizioni limitano le banche palestinesi a trasferire solo fino a 18 miliardi di shekel all'anno attraverso specifiche banche israeliane. L'economista palestinese Mohammed Samhouri sostiene che questo limite è insufficiente, contribuendo all'instabilità economica. La situazione ha portato le banche a rifiutare di accettare depositi in shekel, causando difficoltà per individui e imprese.

Lettura del bias (Centro): Mentre l'articolo discute una questione politicamente sensibile che coinvolge le relazioni israelo-palestinesi, presenta informazioni da molteplici prospettive, tra cui funzionari palestinesi, economisti e organizzazioni di ricerca esterne.

Perché questi punteggi (Fattualità 60 · Obiettività 75): The article discusses a different topic—digital transactions and the Palestinian banking crisis—not the specific hospital suspension referenced in the primary source. It mentions the broader financial crisis but lacks direct connection to the hospital's actions. Some details about the banking system

The Times of Israel logoThe Times of IsraelIndipendenteProgressistaFattualità 50Obiettività 608 gg fa
Mancano fondi per farmaci o medici, il sistema sanitario della Cisgiordania vacilla sotto le sanzioni israeliane

L'articolo riporta lo stato di deterioramento dell'assistenza sanitaria in Cisgiordania, citando una crisi finanziaria all'interno del Ministero della Salute palestinese. Il dottor Aid Qudami, un medico di famiglia a Qalqilya, si è unito a uno sciopero dell'Associazione medica palestinese a causa di gravi carenze di finanziamenti, che hanno portato alla chiusura di numerose cliniche. La crisi deriva dal fatto che Israele ha trattenuto le entrate fiscali che costituiscono circa il 60% del reddito dell'Autorità Nazionale Palestinese, esacerbate da accuse di corruzione e cattiva gestione. La situazione ha portato a carenze critiche di medicinali, attrezzature e personale, che hanno avuto un impatto sia sui servizi sanitari pubblici che sui mezzi di sussistenza dei professionisti sanitari.

Lettura del bias (Progressista): L'articolo inquadra la crisi finanziaria come risultato delle politiche israeliane, in particolare la trattenuta delle entrate fiscali, che viene presentata come un atto deliberato contro l'Autorità palestinese.

Perché questi punteggi (Fattualità 50 · Obiettività 60): The article inaccurately attributes the crisis to 'Israeli sanctions' and frames it as a strike by the Palestinian Medical Association, which is not mentioned in the primary source. It cites Physicians for Human Rights Israel but misrepresents the cause of the crisis and omits key details like the h

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