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Ecco la reazione di Severina alla sentenza del tribunale
Slovenia🏛️ PoliticaTendenza progressista5 h fa

Ecco la reazione di Severina alla sentenza del tribunale

L'articolo tratta di un caso legale che coinvolge la cantante slovena Severina, che è stata assolta dal tribunale penale della città di Zagabria dalle accuse di molestie contro due funzionari: Ljiljana Klinger, preside della scuola elementare Matija Gubec, e Gordana Buljan Flander, ex direttore della clinica per la protezione dei bambini e dei giovani a Zagabria. La corte ha stabilito che le sue azioni non costituivano un reato penale come presunto. Inizialmente, il pubblico ministero aveva richiesto la reclusione condizionale per dieci mesi, ma la corte ha raggiunto una conclusione diversa. Secondo rapporti non ufficiali, la corte ha ritenuto che il comportamento potesse essere considerato al massimo una denuncia privata piuttosto che un atto ufficiale. Il processo, che si è svolto a porte chiuse per quasi tre anni, ha coinvolto messaggi inviati da Severina a Klinger e Flander nel 2021 riguardo alla gestione di un caso relativo a suo figlio. Severina ha affermato di aver inviato messaggi alle istituzioni perché credeva che la privacy del figlio fosse stata violata e che non era stata adeguatamente protetta dal suo figlio e che, a causa delle preoccupazioni di segretezza, dopo il primo processo, le è stata negata la responsabilità.

In a significant legal decision that has sparked widespread discussion, Croatian singer Severina Vučković was acquitted of charges related to harassment against two officials involved in a custody dispute over her son. The case, which had been ongoing for nearly three years behind closed doors due to the need to protect the privacy of the minor child, concluded with the Zagreb Municipal Court ruling that her actions did not constitute a criminal offense as alleged. This outcome marks a pivotal moment for Severina, who had faced potential conditional imprisonment for ten months, a recommendation made by the prosecution.

The trial centered around messages Severina sent in 2021 to Ljiljana Klinger, principal of the Primary School Matija Gubec, and Gordana Buljan Flander, former director of Zagreb's Child Protection and Youth Clinic. These communications were prompted by Severina’s dissatisfaction with how these officials handled the custody process involving her son. According to the indictment, she sent more than 150 messages to both women, some of which contained varied content. While Klinger responded to some of these messages and asked Severina to stop sending them, Buljan Flander did not reply at all.

Throughout the proceedings, Severina consistently denied any wrongdoing, asserting that she sent the messages because she believed her child had been wronged and that the institutions failed to adequately protect her and her son. During the first hearing, held in private to safeguard the child’s identity, she expressed frustration, stating that those involved in her son’s case should have been on the defendant’s side rather than hers. She emphasized that the state should have protected her and her child instead of filing charges against her for allegedly harassing the officials.

The court’s decision came after a thorough examination of evidence and testimony from both parties. The prosecution had argued that the volume and nature of the messages were sufficient to warrant criminal charges. However, the judges determined that while the behavior might be subject to a civil lawsuit, it did not meet the threshold for criminal liability under the law. This distinction highlights the nuanced approach taken by the court, acknowledging the emotional intensity of the situation without equating it directly to a criminal act.

Severina’s reaction to the verdict reflected her belief in justice prevailing, albeit after a prolonged struggle. On social media, she shared several posts commenting on the court’s decision and the circumstances leading up to the case. In one message, she wrote, “Right eventually wins, even though it would have been better if we won right from the start. It’s time for a review of the system that existed back then and still exists today, where nothing has changed.” Her posts also included screenshots of newspaper articles and photographs linking her ex-partner and father of her son, Milan Popović, to previous leadership roles in Zagreb and to both Klinger and Buljan Flander.

Ljiljana Klinger, responding to the acquittal, expressed surprise and concern about the implications of the court’s decision. She questioned what message this sends to others regarding appropriate conduct in resolving personal issues. Klinger noted that their worldviews and life values differ significantly, adding that if Severina’s perspective becomes dominant, there would be little else to discuss or challenge. Her comments underscore the broader societal debate surrounding the balance between personal rights and institutional responsibilities in sensitive cases such as child custody disputes.

As the legal process continues, the decision remains non-final, allowing for further appeals. If upheld, the state will bear the costs associated with the criminal proceedings. The case has reignited discussions about the treatment of individuals in high-profile legal matters and the role of the judicial system in addressing complex family dynamics. What lies ahead includes potential follow-up actions by the prosecution, public discourse on the case, and possible reforms aimed at ensuring fairer handling of similar situations in the future.

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Slovenske novice logoSlovenske noviceIndipendenteProgressista5 h fa
Ecco la reazione di Severina alla sentenza del tribunale

L'articolo tratta di un caso legale che coinvolge la cantante slovena Severina, che è stata assolta dal tribunale penale della città di Zagabria dalle accuse di molestie contro due funzionari: Ljiljana Klinger, preside della scuola elementare Matija Gubec, e Gordana Buljan Flander, ex direttore della clinica per la protezione dei bambini e dei giovani a Zagabria. La corte ha stabilito che le sue azioni non costituivano un reato penale come presunto. Inizialmente, il pubblico ministero aveva richiesto la reclusione condizionale per dieci mesi, ma la corte ha raggiunto una conclusione diversa. Secondo rapporti non ufficiali, la corte ha ritenuto che il comportamento potesse essere considerato al massimo una denuncia privata piuttosto che un atto ufficiale. Il processo, che si è svolto a porte chiuse per quasi tre anni, ha coinvolto messaggi inviati da Severina a Klinger e Flander nel 2021 riguardo alla gestione di un caso relativo a suo figlio. Severina ha affermato di aver inviato messaggi alle istituzioni perché credeva che la privacy del figlio fosse stata violata e che non era stata adeguatamente protetta dal suo figlio e che, a causa delle preoccupazioni di segretezza, dopo il primo processo, le è stata negata la responsabilità.

Lettura del bias (Progressista): L'articolo inquadra il risultato giuridico in un modo che suggerisce che il sistema giudiziario non è riuscito a sostenere la giustizia, allineandosi più con le prospettive di sinistra che enfatizzano la responsabilità istituzionale e la riforma sistemica.

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Severina vince in tribunale: il pubblico ministero chiede la sua pena detentiva

La cantante croata Severina Vučković è stata assolta dalle accuse di molestie contro due donne coinvolte in una battaglia per la custodia di suo figlio. Il tribunale distrettuale di Zagabria ha stabilito che le sue azioni non costituivano un reato penale, nonostante i pubblici ministeri avessero chiesto una condanna a dieci mesi di reclusione condizionale. Il caso è sorto dopo che Severina ha inviato oltre 150 messaggi a Ljiljana Klinger, preside di una scuola, e a Gordana Buljan Flander, ex direttore di una clinica per la protezione dei bambini, durante una controversia sulla custodia di suo figlio. Mentre Klinger ha risposto ad alcuni messaggi e Severina ha chiesto di smettere di contattarla, Buljan Flander non ha risposto affatto. Severina ha affermato di essere stata presa di mira ingiustamente dalle autorità che non sono riuscite a proteggere lei e suo figlio, sostenendo che entrambe le donne avevano agito da posizioni di potere.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta il risultato giuridico e le prospettive sia dell'imputato che degli accusatori senza favorire apertamente nessuna delle due parti.

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