La Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato l'Italia per aver utilizzato frasi sessiste e stereotipate da parte di una procuratrice di parte civile (pm) durante l'esame di una denuncia per abusi domestici. L'incidente riguarda Audrey Ubeda, una donna francese nata da padre spagnolo e madre campana, che ha subito ripetuti abusi da parte del suo ex compagno, incluso un episodio in cui lui le ha puntato un coltello alla gola mentre parlava di un caso di femminicidio in televisione. Nonostante questi fatti, la pm aveva espresso dubbi sulla possibilità di dimostrare la mancanza di consenso del denunciato, basandosi sui suoi stereotipi di genere. Dopo diversi anni di procedimenti, l'ex compagno è stato condannato a quattro anni e sei mesi, ma è rimasto in libertà in attesa dell'appello.
Lettura del bias (Sinistra): L'articolo evidenzia i pregiudizi sistematici basati sul genere all'interno del sistema giudiziario italiano, in particolare attraverso l'uso di linguaggio sessista e stereotipato da parte dei pubblici ministeri.


