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Criminieri sessuali che sono liberi per ordine della comunità.
Australia🏛️ PoliticaProgressistaTrascurata dai conservatori3 h fa

Criminieri sessuali che sono liberi per ordine della comunità.

Secondo i dati ottenuti dal Sydney Morning Herald, 19 condanne per reati sessuali gravi hanno portato a CCO in quattro anni, rispetto ai 485 delinquenti che hanno ricevuto la custodia a tempo pieno. Questa tendenza è stata attribuita a una riforma della condanna del 2018 che ha rimosso gli ordini di correzione intensiva (ICO) - un'alternativa più rigorosa basata sulla comunità - lasciando ai giudici meno opzioni per punire reati sessuali gravi. I critici sostengono che questo abbia portato a risultati eccessivamente indulgenti, con alcune vittime di stupro incapaci di ottenere protezione attraverso ordini di violenza.

In New South Wales, Australia, a growing number of individuals convicted of serious sexual offenses are receiving community-based sentences rather than prison time, according to statistics released recently. The data reveals that 19 such offenders received Community Correction Orders (CCOs) over a four-year period ending in March 2026, compared to 485 who were given full-time custodial sentences. This discrepancy has sparked outrage among legal professionals and victims' advocates, who argue that the current sentencing framework fails to adequately punish and protect against repeat offenses. The shift in sentencing practices began with legislative changes introduced in 2018 by the Coalition government, which eliminated Intensive Correction Orders (ICOs) for serious crimes such as sexual assault, murder, and terrorism. These ICOs were meant to serve as a middle ground between full-time incarceration and CCOs, allowing for community-based supervision with stricter conditions like home detention and electronic monitoring. With ICOs removed, some judges reportedly rely more heavily on CCOs, which are less restrictive and often involve minimal oversight. David Heilpern, a former magistrate and current Dean of Law at Southern Cross University, criticized the trend, calling it “disgraceful.” He emphasized that anyone convicted of rape should face more severe consequences than someone caught shoplifting. According to Heilpern, the removal of ICOs by Parliament was intended to ensure harsher penalties for serious crimes, yet the result appears to be the opposite, with courts opting for lighter sentences. Recent cases have highlighted the issue. Justin Downs, who was found guilty of raping Anastasia Treharne in 2022, was sentenced to a three-year CCO. Despite showing no remorse and pleading not guilty, he was allowed to walk free with no restrictions preventing him from contacting his victim. Treharne described feeling unsafe following the incident, adding to the concern that such sentences fail to provide adequate protection for survivors. Another case involving Boyd Kramer, who was convicted of raping a woman he met through a dating app, further illustrates the problem. Kramer was initially sentenced to a two-year CCO, although an appeal judge later deemed the sentence “manifestly inadequate.” However, the appeal did not lead to a reversal of the original judgment, underscoring the challenges faced by victims seeking justice through the legal system. The debate over these sentencing decisions has intensified, particularly regarding the issuance of Apprehended Violence Orders (AVOs). Some victims find themselves denied protection due to a lack of perceived ongoing threats, even when their safety is clearly at risk. Legal experts argue that this undermines the purpose of AVOs, which are meant to safeguard individuals from potential harm. The situation raises broader questions about the effectiveness of current sentencing laws and the need for reform. Critics suggest that the absence of ICOs has created a gap in the judicial response to serious sexual offenses, leading to inconsistent and sometimes lenient outcomes. As discussions continue, stakeholders are urging policymakers to revisit the legislation to ensure that justice is both punitive and protective for all parties involved.

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The Age logoThe AgeIndipendenteProgressista3 h fa
Criminieri sessuali che sono liberi per ordine della comunità.

Un rapporto rivela che i gravi delinquenti sessuali nel Nuovo Galles del Sud stanno sempre più ricevendo ordini di correzione della comunità (CCO) piuttosto che punizioni più severe come l'imprigionamento a tempo pieno o ordini di correzione intensiva (ICO). Gli esperti legali criticano questa tendenza, osservando che i CCO vengono utilizzati come un'alternativa indulgente all'incarcerazione, nonostante la gravità dei crimini. I dati del Bureau of Crime Statistics and Research (BOCSAR) indicano che i CCO hanno rappresentato 19 delle 485 condanne per gravi reati sessuali in quattro anni. L'ex magistrato David Heilpern ha condannato la pratica, definendola "vergognosa" e sostenendo che la rimozione degli ICO nel 2018 sotto le riforme della condanna ha costretto i tribunali a utilizzare alternative meno efficaci.

Lettura del bias (Progressista): L'articolo descrive la questione come un fallimento sistemico del sistema giudiziario, sottolineando la clemenza nei confronti dei gravi trasgressori sessuali e criticando la rimozione delle opzioni di condanna intermedie.

The Sydney Morning Herald logoThe Sydney Morning HeraldIndipendenteProgressista3 h fa
Criminieri sessuali che sono liberi per ordine della comunità.

Secondo i dati ottenuti dal Sydney Morning Herald, 19 condanne per reati sessuali gravi hanno portato a CCO in quattro anni, rispetto ai 485 delinquenti che hanno ricevuto la custodia a tempo pieno. Questa tendenza è stata attribuita a una riforma della condanna del 2018 che ha rimosso gli ordini di correzione intensiva (ICO) - un'alternativa più rigorosa basata sulla comunità - lasciando ai giudici meno opzioni per punire reati sessuali gravi. I critici sostengono che questo abbia portato a risultati eccessivamente indulgenti, con alcune vittime di stupro incapaci di ottenere protezione attraverso ordini di violenza.

Lettura del bias (Progressista): L'articolo sottolinea le preoccupazioni per la clemenza nella condanna per gravi reati sessuali, critica il ricorso giudiziario a ordini meno restrittivi basati sulla comunità e cita esperti legali che definiscono il sistema attuale "vergognoso".

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