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A settant'anni dalla fondazione dei Non Affinati, sostenere la neutralità oggi significa sostenere Putin.
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A settant'anni dalla fondazione dei Non Affinati, sostenere la neutralità oggi significa sostenere Putin.

L'articolo commemora il 70 ° anniversario della formazione del movimento 'Nesvrstani', che faceva parte della politica estera non allineata della Jugoslavia durante la guerra fredda. Sottolinea il ruolo di Budimir Lončar e Josip Broz Tito nel plasmare questo movimento, sottolineando la loro visione di un percorso indipendente per la Jugoslavia che ha resistito all'influenza sovietica. Il pezzo rileva il significato della Dichiarazione di Brioni del 1956, che ha promosso la sicurezza collettiva e la libertà dal dominio. Critica la Croazia contemporanea per ignorare l'eredità di questi movimenti, nonostante i contributi culturali di figure come Lončar e l'ex presidente Stipe Mesić.

Sono passati settant'anni dalla fondazione del Movimento dei Non Allineati, ma la sua difesa oggi è interpretata come sostegno a Vladimir Putin. Il movimento, che è emerso come risposta alle tensioni della Guerra Fredda, è stato originariamente concepito come un percorso per la Jugoslavia per resistere all'influenza sovietica e perseguire una politica estera indipendente. Le sue origini risalgono alla Conferenza di Bandung del 1955, dove i leader dell'Asia e dell'Africa si riunirono per promuovere l'anticolonialismo e la sicurezza collettiva.

Il primo successo del movimento fu sostenuto dalla visione di Josip Broz Tito di un'alternativa praticabile sia al blocco occidentale che a quello orientale, consentendo alla Jugoslavia di navigare nella Guerra Fredda mantenendo la sovranità. Il Movimento dei Non Allineati guadagnò slancio attraverso figure chiave come il primo ministro indiano Jawaharlal Nehru e il presidente egiziano Gamal Abdel Nasser, che condividevano aspirazioni simili per l'indipendenza e la non interferenza. La Dichiarazione di Brijunska del 1956, firmata esattamente 70 anni fa, divenne una pietra angolare dell'ideologia del movimento.

La dichiarazione sottolineò l'importanza del rispetto reciproco e della cooperazione tra le nazioni, principi che hanno guidato il movimento nel corso della sua storia. Il Movimento dei Non Allineati ha sostenuto le lotte anticoloniali in tutto il mondo, compresa la lotta per l'indipendenza dell'Algeria. Ha anche sostenuto la nazionalizzazione del Canale di Suez da parte dell'Egitto sotto Nasser, dimostrando il suo impegno per l'autodeterminazione. Nonostante fosse in gran parte composto da stati di sinistra, il movimento ha resistito ai tentativi sovietici di dominare le sue politiche. Ha costantemente sostenuto la Cina piuttosto che Taiwan all'interno del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e ha promosso una politica di coesistenza pacifica.

Per un certo periodo, il movimento ha svolto un ruolo moderato ma influente sulla scena globale. Tuttavia, questa influenza ha iniziato a diminuire dopo la Conferenza di Belgrado del 1989, ricordata per l'apparizione controversa di Muammar Gheddafi. Mentre la Jugoslavia si disintegrava in guerre, il Movimento dei Non Allineati ha perso gran parte della sua rilevanza. Oggi, il movimento esiste ancora, anche se il suo impatto è diminuito in modo significativo. Nella politica contemporanea, l'eredità del Movimento dei Non Allineati è spesso trascurata o mal interpretata. La Croazia moderna, ad esempio, sembra allontanarsi da questo patrimonio, nonostante i numerosi sforzi per preservarlo.

Eventi come le tribune con l'ex leader Budimir Lončar, insieme alle conferenze dello scienziato politico Tvrtko Jakovin, non sono riusciti a generare un riconoscimento duraturo. Persino due mandati presidenziali sotto Stipe Mesić, che ha cercato di elevare il Movimento dei Non Allineati come parte della storia politica croata, hanno fatto poco per cambiare questa tendenza.

Ciò è stato evidente durante la conferenza di Belgrado del 2021, dove l'attenzione si è spostata verso la leadership serba, e Lončar è stato escluso dalla partecipazione nonostante la sua attiva promozione della sua biografia scritta da Jakovin. Negli ultimi anni, alcuni politici di sinistra in Croazia hanno rianimato le richieste di neutralità, invocando il Movimento dei Non Allineati come modello. Tuttavia, questa posizione è sempre più vista come favorevole agli interessi russi, in particolare date le azioni aggressive della Russia in Ucraina. Questa interpretazione sottolinea come i movimenti storici possono essere riutilizzati per servire gli attuali programmi geopolitici, sollevando domande sul vero significato e l'intenzione dietro i loro ideali originali.

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A settant'anni dalla fondazione dei Non Affinati, sostenere la neutralità oggi significa sostenere Putin.

L'articolo commemora il 70 ° anniversario della formazione del movimento 'Nesvrstani', che faceva parte della politica estera non allineata della Jugoslavia durante la guerra fredda. Sottolinea il ruolo di Budimir Lončar e Josip Broz Tito nel plasmare questo movimento, sottolineando la loro visione di un percorso indipendente per la Jugoslavia che ha resistito all'influenza sovietica. Il pezzo rileva il significato della Dichiarazione di Brioni del 1956, che ha promosso la sicurezza collettiva e la libertà dal dominio. Critica la Croazia contemporanea per ignorare l'eredità di questi movimenti, nonostante i contributi culturali di figure come Lončar e l'ex presidente Stipe Mesić.

Lettura del bias (Progressista): L'articolo inquadra la storia del movimento "Nesvrstani" come un'alternativa progressista al dominio occidentale e sovietico, allineandosi con i valori di sinistra dell'anticolonialismo e dell'indipendenza.

Perché fattualità (85): The article provides a detailed historical account of the Non-Aligned Movement, mentioning key events such as the 1961 conference in Belgrade, the Bandung Conference in 1955, and the Brijuni Declaration of 1956. These facts align with general historical knowledge of the Non-Aligned Movement. However

Perché obiettività (70): The article presents itself as a historical reflection but includes a subtle implication that current neutrality aligns with Putin’s position, which introduces a potential bias. The tone is generally respectful and reflective, though it leans slightly toward a specific interpretation of neutrality i

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