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Il divieto degli smartphone nelle scuole è "inefficace" e "troppo semplicistico", secondo uno studio
United Kingdom🏛️ PoliticaCentro6 gg fa

Il divieto degli smartphone nelle scuole è "inefficace" e "troppo semplicistico", secondo uno studio

Uno studio condotto dall'University College London (UCL) suggerisce che vietare gli smartphone nelle scuole è "inefficace" e "troppo semplicistico", non riesce ad affrontare le cause profonde dei danni online come il cyberbullismo e le molestie sessuali. La ricerca evidenzia un "effetto di spostamento", in cui gli studenti possono sentirsi meno inclini a segnalare problemi online a causa della ridotta visibilità, mentre i contenuti e le piattaforme dannosi rimangono invariati. Questa conclusione è stata pubblicata poco dopo che il governo del Regno Unito ha reso applicabili i divieti degli smartphone scolastici in Inghilterra. Lo studio ha intervistato 732 studenti delle scuole secondarie, 27 educatori e 41 genitori che utilizzano vari metodi, scoprendo che mentre l'87% degli insegnanti e l'88% dei genitori sostengono i divieti, il 75% degli studenti li considera eccessivamente punitivi. Gli studenti hanno sottolineato l'importanza degli smartphone per compiti quotidiani come i compiti a casa e i viaggi, e alcuni hanno espresso preoccupazioni sulla sicurezza personale.

La ricerca condotta dall'University College London (UCL) evidenzia le preoccupazioni sull'approccio adottato dalle istituzioni educative e dai responsabili politici nell'affrontare le sfide associate all'uso dei dispositivi mobili da parte degli studenti. Pubblicato solo un giorno dopo l'applicazione legale del divieto di smartphone nelle scuole, lo studio solleva domande sul fatto che tali misure affrontino davvero le cause profonde dei danni online o semplicemente spostino il problema altrove.

Lo studio dell'UCL, che ha raccolto informazioni da 732 studenti delle scuole secondarie, 27 educatori e 41 genitori, ha impiegato una serie di metodi tra cui questionari, focus group e tecniche basate sulle arti. Ha rivelato una significativa disparità di percezione per quanto riguarda l'efficacia dei divieti di smartphone. Mentre l'87% degli insegnanti e l'88% dei genitori hanno espresso sostegno alla politica, gli studenti l'hanno vista in gran parte negativamente. Circa il 75% degli studenti non era d'accordo con il divieto, descrivendo gli smartphone come strumenti essenziali per gestire i compiti, accedere agli orari degli autobus e controllare gli aggiornamenti meteo.

Questo sentimento era particolarmente pronunciato tra le studentesse, molte delle quali si sentivano meno sicure viaggiando da sole senza uno smartphone.

Uno dei risultati centrali dello studio è il concetto di "effetto di dislocamento", in cui la visibilità dei danni online - come le molestie sessuali e il cyberbullismo - è diminuita a causa della paura di segnalare problemi. Tuttavia, questo non significa che i problemi sottostanti scompaiano. Invece, le piattaforme e i contenuti dannosi rimangono invariati, portando potenzialmente a un aumento del tempo di schermo al di fuori delle ore scolastiche. Questa dinamica potrebbe ulteriormente complicare gli sforzi per salvaguardare gli studenti dai pericoli online, poiché la mancanza di fiducia tra studenti e adulti potrebbe scoraggiarli dal cercare aiuto quando necessario.

La professoressa Jessica Ringrose, l'autrice principale dello studio, ha sottolineato che gli studenti spesso percepiscono i divieti generali come punitivi piuttosto che di supporto. Ha notato che tali politiche tendono a minare il rapporto tra gli studenti e gli adulti nella loro vita, che potrebbero non comprendere appieno il ruolo cruciale che gli smartphone svolgono nelle routine quotidiane. La coautrice Edith Rodda ha evidenziato come l'attuazione affrettata delle politiche scolastiche sugli smartphone, anche se ben intenzionate, rischi di creare un ciclo di punizione che alla fine non riesce a raggiungere gli obiettivi previsti. Gli studenti, secondo lei, scoprono spesso modi per aggirare le restrizioni, come rompere le borse del telefono chiusabile.

In risposta allo studio, un rappresentante del Dipartimento per l'Istruzione ha dichiarato che l'obiettivo del governo è quello di ripristinare l'infanzia in uno stato più sicuro e felice riducendo il tempo eccessivo sullo schermo e aumentando le opportunità di apprendimento e gioco. Hanno sottolineato che il divieto degli smartphone fa parte di una strategia più ampia volta a fornire ai bambini le competenze necessarie per navigare in modo sicuro nel mondo online. Ciò include la fornitura di orientamenti ai genitori sull'uso dello schermo per i bambini di età compresa tra 5 e 16 anni, l'attuazione di un divieto sulle piattaforme di social media note per danneggiare i minori di 16 anni, lo sviluppo di strumenti di tutoraggio di intelligenza artificiale sicuri e l'aggiornamento dei curricula per consentire ai bambini di riconoscere le informazioni errate.

Mentre le discussioni sull'efficacia dei divieti scolastici sugli smartphone continuano, lo studio dell'UCL sottolinea la necessità di un approccio più sfumato che consideri i ruoli poliedrici che gli smartphone svolgono nella vita degli studenti. La sfida consiste nel bilanciare la protezione dei giovani contro potenziali danni online con il riconoscimento dei benefici pratici che gli smartphone offrono. Con l'imminente introduzione di un divieto dei social media per le persone sotto i 16 anni previsto per l'inizio del 2027, il dibattito sulle strategie efficaci per garantire la sicurezza online persisterà senza dubbio, richiedendo una valutazione continua e l'adattamento delle politiche per soddisfare le esigenze in evoluzione degli studenti.

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The Guardian (UK) logoThe Guardian (UK)IndipendenteCentroFattualità 95Obiettività 886 gg fa
School smartphone bans seen as ‘punitive’ by young people, study says

A study conducted by University College London (UCL) suggests that school smartphone bans are viewed as 'punitive' by many young people, despite being widely supported by teachers and parents. The research, which surveyed 732 secondary school students, 27 teachers, and 41 parents, found that while most adults believe bans reduce classroom disruption, 75% of students disagree with the policy. Students argued that smartphones are essential for communication, safety, emotional regulation, and organization, and that banning them could push digital issues like cyberbullying underground. The study highlights a generational gap in perspectives and recommends that schools address the ethical and social aspects of technology use rather than implementing outright bans.

Lettura del bias (Centro): The article presents findings from a university study without overt ideological framing. It reports both student and adult perspectives neutrally, highlighting disagreements without taking a stance. The language remains balanced, focusing on presenting the study’s conclusions and implications rather

Perché questi punteggi (Fattualità 95 · Obiettività 88): Factuality is high as the article accurately reports the UCL study findings, including statistics and quotes. Objectivity is slightly lower due to some emotionally charged language like 'punitive' and emphasis on student perspectives over adult ones.

The Independent logoThe IndependentIndipendenteCentroFattualità 95Obiettività 857 gg fa
Il divieto degli smartphone nelle scuole è "inefficace" e "troppo semplicistico", secondo uno studio

Uno studio condotto dall'University College London (UCL) suggerisce che vietare gli smartphone nelle scuole è "inefficace" e "troppo semplicistico", non riesce ad affrontare le cause profonde dei danni online come il cyberbullismo e le molestie sessuali. La ricerca evidenzia un "effetto di spostamento", in cui gli studenti possono sentirsi meno inclini a segnalare problemi online a causa della ridotta visibilità, mentre i contenuti e le piattaforme dannosi rimangono invariati. Questa conclusione è stata pubblicata poco dopo che il governo del Regno Unito ha reso applicabili i divieti degli smartphone scolastici in Inghilterra. Lo studio ha intervistato 732 studenti delle scuole secondarie, 27 educatori e 41 genitori che utilizzano vari metodi, scoprendo che mentre l'87% degli insegnanti e l'88% dei genitori sostengono i divieti, il 75% degli studenti li considera eccessivamente punitivi. Gli studenti hanno sottolineato l'importanza degli smartphone per compiti quotidiani come i compiti a casa e i viaggi, e alcuni hanno espresso preoccupazioni sulla sicurezza personale.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta i risultati di uno studio universitario e include le prospettive sia dei sostenitori che dei critici della politica, fornendo punti di vista equilibrati senza favorire apertamente una parte.

Perché questi punteggi (Fattualità 95 · Obiettività 85): Factuality is strong with accurate reporting of the UCL study and its conclusions. Objectivity is lower due to more emotive language and a stronger focus on potential negative impacts of bans, though it remains balanced overall.

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