La Corte Suprema giovedì 13 agosto 2026 ha accettato di prendere in considerazione una petizione che sfida l'uso della tecnologia di riconoscimento facciale e di altri metodi di sorveglianza biometrica da parte della polizia di Delhi contro i manifestanti durante le manifestazioni legate al NEET-UG.
Le proteste, iniziate il 20 giugno 2026, sono state organizzate dal Cockroach Janta Party e si sono incentrate su accuse di cattiva gestione nella conduzione degli esami nazionali di ammissibilità e di ingresso per gli studenti universitari (NEET-UG). Il movimento ha acquisito slancio dopo la rimozione forzata dell'attivista Sonam Wangchuk dal sito di protesta il 20 luglio, portando a un violento scontro con la polizia. L'incidente ha scatenato un'indignazione diffusa e ha provocato le dimissioni del ministro dell'Istruzione Dharmendra Pradhan.
L'avvocato Menaka Guruswamy, che rappresentava Rahim, ha sostenuto dinanzi alla Corte Suprema che la polizia di Delhi aveva impiegato la tecnologia di riconoscimento facciale e altri strumenti di sorveglianza avanzati senza l'appropriata autorizzazione legale.
Il riconoscimento facciale in tempo reale è stato condotto utilizzando il veicolo "Ikshana" e gli occhiali intelligenti "AjnaLens", mentre i dati delle impronte digitali sono stati raccolti tramite l'applicazione mobile "Abhigyan" del National Crime Records Bureau collegata al National Automated Fingerprint Identification System (NAFIS). Guruswamy ha sottolineato che la sorveglianza è stata condotta in un vuoto legale, violando molteplici leggi, tra cui le norme sulla protezione dei dati e la privacy (DPDP Rules), il codice di procedura penale (CrPC) e altre. Ha affermato che i dati sono stati raccolti senza il consenso degli individui monitorati e conservati da società private, sollevando gravi preoccupazioni sulla privacy e sui diritti costituzionali.
La petizione ha anche evidenziato l'uso di pistole a pellet e altre tattiche di forza da parte della polizia, che il richiedente ha affermato costituito un uso eccessivo della forza contro i manifestanti pacifici. Oltre a sfidare la legalità della sorveglianza, la petizione chiede diversi rimedi. Richiede una dichiarazione che l'uso indiscriminato del riconoscimento facciale e della sorveglianza biometrica contro i manifestanti pacifici è incostituzionale. Richiede anche che la polizia di Delhi sia trattenuta dall'impiego di tali tecnologie fino a quando il Parlamento non approva una legge specifica che ne autorizza l'uso.
La petizione chiede inoltre la cancellazione permanente dei dati biometrici raccolti da manifestanti e giornalisti da database governativi come NAFIS e Central Crime Tracking Network (CCTNS).
La Corte suprema ha ordinato al Centro e al commissario di polizia di Delhi di rispondere alla petizione entro un termine specificato. Il caso sarà ascoltato insieme ad altre petizioni pendenti relative alla protesta del 20 luglio "Sansad Chalo", che includono accuse di brutalità della polizia e abuso di forza.
L'esito di questo caso potrebbe costituire un precedente per la regolamentazione della sorveglianza biometrica in India, in particolare nel contesto delle proteste pubbliche e delle libertà civili.
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