L'articolo riflette sull'evoluzione delle tendenze della moda, mettendo in discussione se l'aumento delle raccomandazioni di stile guidate dall'intelligenza artificiale sia intrinsecamente peggiore dei metodi tradizionali. L'autore ricorda esperienze personali con scarpe "brutte" che diventano di moda attraverso esposizioni ripetute, tracciando paralleli con il modo in cui le tendenze passate sono state influenzate da designer e movimenti culturali. Sostengono che la moda ha sempre coinvolto la raccolta di dati, citando esempi come le scarpe da ginnastica di Isabel Marant e le collezioni ispirate al grunge di Marc Jacobs. Il pezzo critica l'attuale dipendenza dagli algoritmi, suggerendo che mentre la moda veloce ha sempre utilizzato dati, i sistemi moderni creano un ciclo di feedback che rende sempre più difficile distinguere le tendenze genuine da quelle fabbricate. L'autore fa riferimento a tendenze specifiche come #MobWife e 'Sardine Summer Girl', implicando potenziale artificialità.
Lettura del bias (Centro): L'articolo non assume una posizione politica, ma esplora i cambiamenti culturali e sociali nella moda. Presenta sia prospettive storiche che contemporanee senza favorire apertamente una parte rispetto all'altra.




