Un'indagine giudiziaria sulla violenza di Sambhal del 2024 ha concluso che i disordini erano pre-pianificati e coinvolgevano figure politiche del Samajwadi Party (SP). I risultati, presentati in una relazione presentata all'assemblea legislativa dell'Uttar Pradesh, indicano il coinvolgimento del parlamentare del SP Zia ur Rahman Barq e del figlio del parlamentare del SP Iqbal Mehmood, Suhail Iqbal. La relazione suggerisce che informazioni false sono state diffuse all'interno della comunità musulmana riguardo a un sondaggio condotto vicino alla Shahi Jama Masjid, innescando la violenza. Secondo la relazione, i proiettili che hanno causato vittime non sono stati sparati dalla polizia e ci sono stati tentativi di saccheggiare le armi della polizia durante il caos.
La violenza scoppiò il 24 novembre 2024, vicino alla Shahi Jama Masjid a Sambhal durante un'indagine della moschea monitorata dall'Archaeological Survey of India (ASI). L'incidente portò a quattro morti e numerosi feriti. La commissione giudiziaria di tre membri, che incontrò il primo ministro Yogi Adityanath prima di presentare la sua relazione, rintracciò le radici delle tensioni comunitarie a Sambhal fino al conflitto sciita-sunita del 1953.
Il rapporto evidenzia una significativa trasformazione demografica a Sambhal, osservando che la popolazione indù è diminuita dal 45 per cento al momento dell'indipendenza dell'India a solo il 15 per cento oggi, con i musulmani che costituiscono l'85 per cento della popolazione.
Durante la cerimonia di posa delle fondamenta per i progetti di sviluppo a Sambhal, Adityanath ha ribadito la sua posizione che lo stato non avrebbe tollerato ulteriori cambiamenti demografici. Ha descritto le scoperte della commissione giudiziaria come un passo critico per comprendere le cause alla base della violenza.
Il rapporto menziona specificamente il deputato SP Zia ur Rahman Barq e Suhail Iqbal, suggerendo che potrebbero aver giocato un ruolo nella diffusione delle false narrazioni che hanno contribuito alla violenza. Tuttavia, nessuno dei due individui ha commentato pubblicamente queste accuse e non sono state ancora presentate accuse formali contro di loro. Il rapporto non fornisce prove dirette che collegano queste persone alla pianificazione della violenza, ma implica che la loro influenza nell'area potrebbe aver facilitato tali azioni.
Mentre il primo ministro ha usato i risultati per giustificare l'approccio del suo governo all'armonia comunitaria, alcuni attivisti per i diritti civili hanno chiesto un'indagine più approfondita sulle presunte motivazioni politiche dietro i disordini.
Con il governo statale che si prepara ad attuare nuove politiche basate sui risultati, l'attenzione probabilmente si sposterà su come queste conclusioni siano tradotte in passi attuabili. L'enfasi del rapporto sui modelli storici di conflitto sottolinea la necessità di strategie a lungo termine per affrontare i reclami profondi e prevenire incidenti futuri. Man mano che la situazione evolve, il ruolo della leadership politica nel plasmare la percezione pubblica e le risposte politiche rimarrà centrale nella narrazione.
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