Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo Borsellino assassinato nel 1989, critica il governo guidato da Giorgia Meloni, accusandolo di distruggere i mezzi anti-mafia creati dai due magistrati. Borsellino sostiene che il governo abbia eliminato importanti strumenti legali come il 41 bis e le intercettazioni, consentendo il proliferare di mafiosi liberati senza collaborazione con la giustizia. Critica anche l'uso improprio del luogo commemorativo di via D'Amelio da parte di Fratelli d'Italia, sostenendo che alcuni membri del partito abbiano cercato di sfruttarlo per scopi politici, inclusi simboli fascisti.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo inquadra le critiche contro il governo guidato da Meloni, che è associato al partito di destra Fratelli d'Italia, come distruttivo per gli strumenti anti-mafia stabiliti da giudici di sinistra come Falcone e Borsellino.



