La Russia sta correndo contro il tempo per mitigare l'impatto delle imminenti sanzioni dell'Unione europea che vietano le importazioni di gas naturale liquefatto russo (GNL) a partire da gennaio 2027. In risposta, Mosca sta costruendo quella che è stata descritta come una "flotta ombra" di petroliere GNL per aggirare le restrizioni, simile alla sua strategia con le esportazioni di petrolio. La mossa arriva in un momento in cui le entrate crescenti dalle vendite di gas, che sono diventate una linia di vita finanziaria cruciale per il Cremlino. Nuovi dati sulla bilancia commerciale saranno rilasciati questo martedì, offrendo ulteriori informazioni sulla situazione economica della Russia. Lo sforzo di aggirare le restrizioni dell'UE comporta l'acquisizione di petroliere GNL usate e la messa in servizio di nuove a livello nazionale.
Secondo i rapporti di Financial Times e Bloomberg, la Russia ha acquistato almeno otto petroliere GNL negli ultimi sei mesi, portando la sua flotta attuale a circa 25 navi. Questo numero è significativamente inferiore alle 1.000 navi stimate nella flotta ombra utilizzata per le esportazioni di petrolio greggio, ma la complessità e il costo di gestione delle petroliere GNL le rendono più difficili da gestire. A differenza delle petroliere, che possono spesso provenire da flotte più vecchie, le petroliere GNL richiedono infrastrutture specializzate e gestione a causa delle temperature estreme necessarie per mantenere il gas in forma liquida, fino a -126 gradi Celsius.
La maggior parte del GNL della Russia attualmente scorre verso l'Europa, in particolare dall'impianto di produzione di Yamal in Siberia. L'impianto di Yamal, gestito dalla società privata Novatek, insieme al progetto Arctic LNG-2, rappresenta quasi i due terzi della produzione totale di GNL della Russia. Con l'imminente divieto dell'UE, Mosca mira a reindirizzare queste esportazioni attraverso rotte e partner alternativi. Tuttavia, la flotta globale di petroliere GNL è relativamente piccola e concentrata in regioni non allineate con la Russia, complicando gli sforzi per espandere le operazioni. Gli sforzi per costruire la flotta ombra affrontano ulteriori ostacoli.
A differenza del settore petrolifero, dove la Russia ha ottenuto prestiti da paesi come il Venezuela e l'Iran, l'industria del GNL richiede investimenti sostanziali sia nelle navi che nelle infrastrutture di supporto. Gli esperti osservano che il mercato globale delle navi cisterna di GNL è molto più nuovo e meno flessibile rispetto all'industria più ampia delle petroliere. Septimus Knox di S-RM, un fornitore di servizi di informazione, ha sottolineato che a differenza delle navi cisterna di petrolio, le vecchie e arrugginite navi GNL non possono essere semplicemente riutilizzate. La limitata disponibilità di navi adatte e la necessità di porti specializzati limitano ulteriormente le opzioni della Russia. Nonostante queste sfide, la Russia continua ad andare avanti.
Un recente pacchetto di sanzioni dell'UE includeva disposizioni che richiedevano una notifica preventiva a Bruxelles prima di vendere petroliere GNL ai cittadini russi. Tuttavia, la pressione della Grecia ha portato alla rimozione di un divieto previsto per le compagnie navali europee che trasportano GNL russo. Questa eccezione evidenzia la complessa dinamica geopolitica che influenza il regime di sanzioni. Nel frattempo, l'Ucraina sta tentando di interrompere le esportazioni energetiche della Russia attraverso attacchi con droni mirati agli impianti di produzione. Questi attacchi mirano a ridurre il flusso di entrate al governo del presidente Vladimir Putin. Tuttavia, la Russia deve ancora trovare contromisure efficaci contro i droni, lasciando vulnerabile la sua infrastruttura energetica.
Mentre l'UE rafforza i controlli sulle petroliere nel Mediterraneo per rilevare il potenziale coinvolgimento nella flotta ombra, l'attenzione si sta spostando anche verso il monitoraggio delle spedizioni di GNL. Con il divieto dell'UE che entrerà in vigore all'inizio del 2027, la capacità della Russia di mantenere le sue esportazioni di GNL dipenderà fortemente dal successo della sua strategia di flotta ombra. L'attuale flotta di 25 navi rappresenta solo l'inizio di ciò che potrebbe essere un'operazione più ampia, sebbene i vincoli logistici e finanziari rimangano ostacoli significativi. Nel frattempo, la comunità internazionale continua a monitorare da vicino gli sviluppi, consapevole che il risultato potrebbe influenzare il conflitto più ampio in Ucraina e il panorama energetico globale.
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