Secondo un rapporto del think tank britannico International Institute for Strategic Studies (IISS), la Russia ha condotto una campagna di droni per un periodo di un anno e mezzo che ha preso di mira 13 paesi della NATO, compresi aeroporti, basi militari e strutture legate alla partecipazione nucleare. I droni sono stati lanciati da petroliere della flotta ombra russa, cargo costieri e imbarcazioni più piccole. L'IISS ha analizzato 144 incidenti tra agosto 2024 e febbraio 2026, osservando un chiaro schema nonostante non tutti gli incidenti siano stati confermati come originari di Mosca. I governi occidentali devono ancora confermare ufficialmente queste affermazioni. La campagna avrebbe mirato a raccogliere informazioni di intelligence a causa del maggiore affidamento ai dati raccolti dai droni dall'inizio della guerra in Ucraina e l'espulsione di molti diplomatici russi. Ha anche testato la reattività degli stati della NATO, rivelando le debolezze dei sistemi di difesa aerea europei ancora focalizzati sulle minacce tradizionali.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta le conclusioni di un think tank indipendente senza apertamente favorire nessuna delle due parti, riferisce sulle presunte azioni russe e sulle risposte della NATO in modo neutrale, citando il rapporto IISS e notando che nessun governo occidentale ha ufficialmente confermato le affermazioni.
Perché questi punteggi (Fattualità 95 · Obiettività 88): This article closely mirrors the first and provides similar factual content. It maintains objectivity by presenting the IISS report as the main source and does not introduce new claims. The mention of Germany being most affected aligns with the original report but lacks additional context.






