Il partito politico anti-guerra della Russia, Yabloko, rischia di essere escluso dalle prossime elezioni parlamentari dopo essere stato escluso dalla scheda elettorale dalla Corte Suprema del paese. La decisione, annunciata lunedì, rimuove il partito dalla lista dei candidati, facendo tacere una delle poche voci nella politica russa che si è costantemente opposta all'azione militare del Cremlino in Ucraina. La decisione è arrivata dopo che un partito filo-Cremlino aveva presentato un appello contro l'inclusione iniziale di Yabloko sulla scheda elettorale. Inizialmente, la Commissione elettorale centrale aveva permesso al partito di partecipare insieme ad altri dieci, segnando un raro momento di apertura in un sistema politico sempre più dominato dal controllo statale.
Tuttavia, la Corte Suprema ha annullato questa decisione, citando preoccupazioni per la posizione del partito sulla guerra. Yabloko, noto per la sua prolungata difesa della risoluzione pacifica e la critica al governo, è diventato l'unica forza di opposizione registrata che si oppone all'invasione dell'Ucraina. Fondata negli anni '90 dal veterano politico liberale Grigory Yavlinsky, Yabloko un tempo occupava un posto di rilievo nella Duma di Stato, rappresentando un ampio spettro di opinioni liberali. Nel corso del tempo, tuttavia, il partito ha perso gran parte della sua influenza quando il Cremlino ha consolidato il potere, riducendo significativamente la sua presenza parlamentare.
Nonostante queste battute d'arresto, Yabloko è rimasto un oppositore della guerra, sostenendo un cessate il fuoco, un impegno diplomatico e la fine delle ostilità. I suoi sforzi hanno risuonato con segmenti della popolazione, in particolare gli elettori più giovani e quelli disillusi con l'attuale clima politico. Le piattaforme di social media hanno visto un ampio sostegno per Yabloko, con gli utenti che condividono video di individui che tengono mele, un cenno al nome del partito ed esprimono solidarietà attraverso la musica e la danza. Nikolai Rybakov, presidente di Yabloko, ha tentato di allontanare il partito dal sostegno esterno, in particolare da figure dell'opposizione in esilio come Yulia Navalnaya, la vedova di Alexei Navalny.
Mentre riconosceva il sostegno, Rybakov ha sottolineato che il partito si concentrava sulla sua missione principale: promuovere la pace all'interno della Russia stessa. Ha sostenuto che molti sostenitori volevano semplicemente vivere in un paese libero da violenza e repressione. Gli analisti politici suggeriscono che la decisione del Cremlino di rimuovere Yabloko dalla scheda elettorale riflette sia motivazioni strategiche che ideologiche. Secondo Nikolay Petrov, ricercatore del NEST Center, l'inclusione iniziale del partito era intesa a fornire un sbocco simbolico per il dissenso pubblico, consentendo al governo di misurare i livelli di sostegno. Tuttavia, la crescente popolarità di Yabloko ha sfidato questa strategia, costringendo le autorità ad agire con decisione.
La sentenza ha suscitato forti critiche da parte di Yavlinsky, che ha condannato la decisione della corte come un tentativo di sopprimere il dissenso. Ha dichiarato che la sentenza sottolinea l'importanza della piattaforma di Yabloko, sostenendo che la domanda pubblica di pace e libertà si è dimostrata più forte di quanto previsto dal governo. Nel frattempo, le fazioni pro-Kremlin hanno intensificato i loro attacchi, con Sergei Mironov del Partito Russia Giusta che chiede una revisione legale delle attività del partito.
Tuttavia, la controversia che circonda l'esclusione del partito continua a alimentare le discussioni tra gli osservatori nazionali e internazionali, evidenziando la lotta in corso per l'espressione politica in Russia.
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