La Romania ha chiuso la sua unica centrale nucleare, Cernavoda, a causa di livelli d'acqua record nel fiume Danubio. La decisione è arrivata dopo settimane di gravi condizioni di siccità che hanno colpito gran parte dell'Europa. L'arresto colpisce entrambi i reattori dell'impianto, che insieme forniscono circa il 20% dell'elettricità della Romania. Secondo i funzionari, l'impianto rimarrà chiuso per almeno dieci giorni. La chiusura è stata annunciata il 14 agosto 2026, in seguito a un prolungato periodo di livelli d'acqua eccezionalmente bassi nel Danubio, il secondo fiume più lungo d'Europa.
I livelli dell'acqua sono scesi al loro punto più basso in tre decenni, costringendo le autorità a prendere misure di emergenza per garantire il continuo funzionamento. Nel tentativo di mantenere il flusso nella centrale elettrica, i funzionari rumeni hanno schierato quattro chiatte cariche di pietra per creare una diga temporanea, reindirizzando l'acqua verso la struttura. Questa misura è stata segnalata dalla BBC. Entrambi i reattori di Cernavoda sono stati temporaneamente chiusi durante la settimana precedente la chiusura ufficiale. Il secondo reattore è stato messo in disattivazione poco prima del mezzogiorno di giovedì 14 agosto. Il direttore della centrale, Romeo Urjan, ha detto all'AFP che non ci si aspettava di riavviare i reattori entro i prossimi dieci giorni.
Il primo reattore era già stato chiuso all'inizio di questo mese, a luglio. Questa è la seconda volta che l'impianto è stato costretto a interrompere le operazioni a causa della carenza d'acqua, con l'ultimo incidente del genere avvenuto nel 2023. Gli operatori dell'impianto di Cernavoda hanno dichiarato che il livello dell'acqua era così basso che i tubi di aspirazione, utilizzati per attingere l'acqua dal fiume, non potevano raggiungere la superficie. Di conseguenza, l'impianto non era in grado di operare in modo sicuro nelle condizioni attuali. Con la perdita di energia nucleare, la Romania deve fare maggiormente affidamento sull'energia importata, in particolare carbone e gas, per soddisfare la domanda serale.
La situazione riflette le sfide più ampie affrontate dalle nazioni europee che affrontano modelli climatici estremi legati ai cambiamenti climatici. La siccità è persistita per diverse settimane, influenzando la produzione agricola e l'approvvigionamento idrico in tutto il continente.
Il primo ministro Peter Magyar ha indicato che l'impianto riprenderà presto le operazioni una volta che le condizioni miglioreranno. Ciò evidenzia come la crisi non sia isolata in Romania ma faccia parte di un modello più ampio che colpisce più paesi della regione. Mentre la situazione continua ad evolversi, gli esperti avvertono che l'impatto della siccità si estende oltre le preoccupazioni energetiche immediate.
Per il momento, la Romania deve affrontare la sfida di gestire la sua carenza di energia mentre lavora per ripristinare le normali operazioni a Cernavoda.
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