Il livello del mare in tutto il mondo sta aumentando a un ritmo senza precedenti, con conseguenze che stanno rimodellando le coste, spostando le popolazioni e minacciando sia gli ecosistemi che le società umane. Secondo dati recenti, il livello del mare globale è aumentato più velocemente dal 2014 che in qualsiasi altro momento della storia registrata. 9 millimetri. Gli scienziati avvertono che anche sotto gli scenari climatici più ottimistici, il livello del mare potrebbe salire fino a 55 centimetri entro il 2100, mentre nelle condizioni peggiori, l'aumento potrebbe superare un metro. C'è anche una possibilità piccola ma significativa, sotto scenari ad alte emissioni, che il livello del mare potrebbe salire di quasi due metri entro la fine del secolo.
Le cause di questo rapido aumento sono duplice. In primo luogo, lo scioglimento dei ghiacciai e delle calotte glaciali contribuisce direttamente al volume di acqua che entra negli oceani. In secondo luogo, l'espansione termica gioca un ruolo cruciale, poiché le acque più calde occupano più spazio. Questo processo rappresenta circa il 91% del calore in eccesso intrappolato dai gas serra emessi nell'atmosfera. Man mano che le temperature continuano a salire, questi fattori bloccano i futuri aumenti del livello del mare, rendendoli inevitabili a meno che le emissioni non siano drasticamente ridotte. L'impatto umano dell'innalzamento dei mari è profondo. Circa 770 milioni di persone risiedono attualmente entro cinque metri dalla linea di marea alta, mettendole a rischio diretto di spostamento.
Le comunità costiere stanno vivendo l'intrusione di acqua salata nelle fonti di acqua dolce e nelle terre agricole, portando a una diminuzione dei raccolti e all'acqua potabile contaminata. Le infrastrutture come ospedali, scuole e strutture igienico-sanitarie sono sempre più vulnerabili alle inondazioni, il che aggrava le crisi di salute pubblica e le sfide per la salute mentale. Inoltre, la perturbazione della pesca e del turismo, due pilastri chiave delle economie costiere, costringe molti a cercare mezzi alternativi di sopravvivenza. 2 miliardi di persone potrebbero essere sfollate a livello globale entro il 2050, guidate non solo dal bisogno di sicurezza ma anche dalla necessità di trovare nuove opportunità di occupazione e stabilità.
Studi recenti suggeriscono che le attuali valutazioni dei rischi del livello del mare potrebbero sottovalutare la vulnerabilità di alcune regioni, lasciando potenzialmente decine di milioni di persone più esposte di quanto si pensasse in precedenza. Oltre ai pericoli fisici, anche gli aspetti intangibili della vita vengono erosi. Siti di patrimonio culturale, terre ancestrali e pratiche tradizionali legate a ambienti specifici stanno scomparendo, portando con sé un senso di identità e continuità che è difficile da sostituire. I costi economici associati all'innalzamento dei mari sono sconcertanti.
Negli Stati Uniti, i premi assicurativi per le proprietà nelle zone ad alto rischio sono aumentati del 33 per cento tra il 2020 e il 2023. Inoltre, i porti responsabili della gestione di oltre l'80 per cento del commercio globale stanno diventando sempre più suscettibili alle inondazioni, ponendo gravi minacce alle catene di approvvigionamento internazionali. Le regioni più a rischio includono piccole nazioni insulari, città del delta a bassa quota e megacittà costiere. Molte di queste aree, tuttavia, sono tra le più basse contribuenti alle emissioni globali di carbonio e possiedono risorse limitate per combattere gli effetti del cambiamento climatico.
Ad esempio, diverse isole del Pacifico stanno vivendo un aumento relativo del livello del mare che supera il doppio della media globale, rendendole altamente vulnerabili alle inondazioni ricorrenti. In Asia, città come Dhaka, Mumbai e Calcutta affrontano minacce esistenziali, con oltre 14 milioni di residenti a rischio di perdere le loro case, i mezzi di sussistenza e la vita. Nel frattempo, i centri urbani come Miami stanno lottando con le doppie pressioni della crescita della popolazione e del degrado ambientale, aggravando le sfide poste dall'aumento delle maree.
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