Gli sviluppatori israeliani legati agli insediamenti illegali nella Cisgiordania occupata sono pronti a partecipare a un evento immobiliare di alto profilo a Londra, scatenando un significativo dibattito politico e pubblico sulla legalità e l'etica di tale coinvolgimento. Il Great Israel Real Estate Event 2026, originariamente previsto per il 14 giugno, ha suscitato critiche da parte di legislatori e attivisti britannici che sostengono che l'evento promuove la vendita di terreni in aree considerate territorio occupato ai sensi del diritto internazionale. La controversia si è intensificata dopo che sono stati rivelati nuovi dettagli sulle società coinvolte, molte delle quali hanno legami con insediamenti ampiamente considerati illegali ai sensi della Quarta Convenzione di Ginevra.
Tra le aziende partecipanti c'è Harey Zahav, uno sviluppatore israeliano che commercializza proprietà a Negohot, un insediamento illegale situato nelle colline di Hebron. Questo insediamento, stabilito nella Cisgiordania occupata, fa parte di una rete più ampia di insediamenti israeliani che sono stati ripetutamente condannati dalle Nazioni Unite e da numerose organizzazioni per i diritti umani. Un altro partecipante è il gruppo Meshulam Levinstein, un conglomerato di società di ingegneria, costruzione e proprietà conosciute per lo sviluppo di infrastrutture negli insediamenti della Cisgiordania.
Inoltre, l'agenzia immobiliare Tivuch Shelly e Africa Israel Residences, entrambe associate a progetti in Cisgiordania, sono state anche nominate nell'elenco degli sponsor.
Queste rivelazioni sono venute alla luce quando Emanuel Vatari, CEO del gruppo Emanuel - uno dei principali organizzatori dell'evento - ha pubblicato una lista di aziende partecipanti sulla sua pagina Facebook. Il post è stato rapidamente rimosso, ma era già stato catturato dai giornalisti di Middle East Eye.
Il sito web dell'evento, tuttavia, afferma che tutti gli espositori forniranno informazioni su proprietà e progetti all'interno della Linea Verde, il confine amministrativo tra Israele e la Cisgiordania, suggerendo che le aziende operano all'interno dei parametri legali secondo le proprie affermazioni.
I politici britannici hanno risposto rapidamente alla controversia. Il deputato laburista Richard Burgon ha chiesto il divieto dell'evento, sostenendo che il governo britannico riconosce la Palestina come stato e quindi non dovrebbe sostenere attività che comportano l'occupazione illegale della terra palestinese.
Ha sottolineato che nessuna impresa o organizzazione dovrebbe impegnarsi nella promozione di insediamenti illegali.
Gli organizzatori dell'evento hanno difeso la loro posizione, affermando che non stanno vendendo terreni nei territori occupati e che tutti gli espositori aderiscono alla politica della Linea Verde. Hanno accusato i critici di usare l'evento come pretesto per prendere di mira le comunità ebraiche e promuovere la retorica antisemita.
Mentre l'evento si avvicina, la situazione rimane fluida. Mentre la sede esatta a Londra deve ancora essere divulgata, la crescente pressione dei legislatori e dei gruppi della società civile suggerisce che l'evento potrebbe essere sottoposto a ulteriori controlli.
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