L'articolo discute l'uso storico delle navi da guerra come prigioni durante il periodo coloniale dell'Impero Britannico, in particolare durante la Rivoluzione Americana, quando i condannati venivano trasportati in America. Questa pratica, nota come 'carcasse carcerarie', era inizialmente intesa come una soluzione temporanea, ma divenne una misura a lungo termine che durò fino alla metà del XIX secolo. L'articolo traccia un parallelo alla considerazione della Colombia moderna di 'REMAS' (Reclusión Especial Marítima de Alta Seguridad), che propone di utilizzare l'isolamento marittimo per contenere criminali ad alto rischio che continuano a esercitare influenza all'interno delle prigioni. L'autore sostiene che mentre l'idea ha un merito strategico, la discussione dovrebbe concentrarsi su domande più ampie sulla capacità dello stato di impedire alle reti criminali di operare da dietro le sbarre, piuttosto che semplicemente discutere se utilizzare le navi come prigioni.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta un'analisi equilibrata delle implicazioni storiche e contemporanee dell'uso dell'isolamento marittimo come misura punitiva, senza favorire apertamente una parte rispetto all'altra, ma sottolinea la complessità della questione, suggerendo che il dibattito dovrebbe estendersi oltre l'argomento immediato.



