Nel giugno 2026, una disputa legale che coinvolge un ex minore che ha commesso un omicidio ha raggiunto una nuova fase. Il caso ruota intorno a un uomo di Aargau, in Svizzera, che è stato condannato nel 2008 per lo stupro e l'omicidio di una prostituta. All'epoca, aveva 17 anni e ha ricevuto la pena massima secondo la legge minorile - quattro anni di prigione. Dopo aver completato la sua pena, le autorità di Aargau hanno continuato a trattenerlo, citando preoccupazioni per la sua salute mentale e il pericolo per la società. Questa detenzione, tuttavia, è stata successivamente ritenuta illegale dalla Corte europea dei diritti umani (CEDU).
La Corte europea dei diritti umani ha stabilito nel 2019 che l'uomo era stato detenuto illegalmente senza una giustificazione legale sufficiente. Di conseguenza, è stato rilasciato dalla custodia, ma ha mantenuto il diritto di chiedere un risarcimento per l'ingiustizia subita. L'importo di questo risarcimento è diventato un punto di controversia tra l'uomo e il cantone di Argovia. Inizialmente, l'uomo ha chiesto 2,7 milioni di franchi svizzeri, mentre le autorità hanno considerato questa somma eccessiva. Questo disaccordo ha portato a ulteriori procedimenti giudiziari.
Un tribunale amministrativo regionale di Argovia ha confermato che il cantone era responsabile per i danni, ma ha limitato il risarcimento a coprire il danno causato dalla detenzione illecita e i costi legali associati. Tuttavia, il tribunale ha esplicitamente respinto le richieste di guadagno perso, sostenendo che la storia criminale e i problemi di salute mentale dell'uomo rendevano improbabile che avesse completato un apprendistato di falegnameria come affermava. L'uomo ha fatto appello contro questa decisione alla Corte federale suprema della Svizzera.
Ora, secondo una recente sentenza provvisoria pubblicata dalla Corte suprema federale, la questione dell'indennizzo è entrata in fase di negoziazione. L'uomo è attualmente impegnato in colloqui di conciliazione con il Cantone di Argovia, il che significa che il processo legale è stato temporaneamente sospeso. Se questi negoziati non riescono a raggiungere un accordo, la decisione finale sull'importo dell'indennizzo spetta alla Corte suprema federale.
Il caso evidenzia le complessità che circondano la detenzione di individui che commettono reati da minori e continuano a rappresentare un rischio per la sicurezza pubblica dopo aver raggiunto l'età adulta. Prima del 1° luglio 2025, tali individui non potevano essere detenuti a tempo indeterminato secondo le leggi esistenti. Per aggirare questa limitazione, le autorità hanno utilizzato uno strumento legale noto come "confinamento protettivo", tipicamente riservato agli individui a rischio di autolesionismo. In questo caso, l'uomo è stato collocato in una struttura correzionale piuttosto che in un istituto psichiatrico, sollevando dubbi sull'adeguatezza della misura.
L'uomo è stato inizialmente detenuto nella struttura correzionale di Lenzburg prima di essere trasferito in un istituto specializzato a Zurigo nel 2018, dove ha ricevuto cure intensive. La sua battaglia legale è durata diversi anni, durante i quali più tribunali hanno esaminato la legalità della sua continua detenzione. Mentre la più alta autorità giudiziaria ha riconosciuto che l'ambiente di detenzione non era ideale, non hanno trovato un'alternativa praticabile al momento, portando al suo prolungato soggiorno in custodia.
Questo caso sottolinea i dibattiti più ampi all'interno dei circoli legali svizzeri per quanto riguarda il trattamento degli individui che commettono reati gravi come minori e la loro successiva gestione come adulti.
Mentre i negoziati procedono, tutte le parti rimangono concentrate sulla ricerca di una risoluzione che riconosca il torto commesso all'individuo mentre affronta le preoccupazioni della comunità.L'eventuale decisione delle autorità cantonali o della Corte suprema federale determinerà non solo la vita dell'uomo coinvolto, ma anche il quadro giuridico che regola tali casi in Svizzera.
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