Il presidente Cyril Ramaphosa è in programma di tenere un discorso di apertura venerdì presso il campus di Westville dell'Università di KwaZulu-Natal a Durban, incentrato sulla visione 2050 della Comunità di sviluppo dell'Africa australe (SADC).
Secondo Vincent Magwenya, portavoce del presidente, la conferenza servirà come piattaforma per discussioni ad alto livello e dialogo pubblico su strategie pratiche per promuovere l'integrazione regionale, l'industrializzazione, lo sviluppo delle infrastrutture, la pace, la sicurezza e lo sviluppo inclusivo nell'Africa australe.
La conferenza dovrebbe sottolineare l'importanza dell'industrializzazione, dell'integrazione dei mercati, dello sviluppo del capitale umano, del buon governo, dell'efficienza istituzionale e della collaborazione attiva tra governi, università, imprese, società civile, leader tradizionali, donne, giovani e cittadini.
Alla luce delle incertezze globali, delle perturbazioni legate al clima, delle pressioni economiche e dell'imperativo di rafforzare la resilienza regionale, la conferenza rappresenta un'opportunità cruciale per i responsabili politici, gli accademici, i leader aziendali, gli specialisti regionali, i diplomatici, gli studenti e il pubblico in generale per deliberare su come la SADC possa passare dall'aspirazione all'esecuzione.
Ramaphosa ha criticato la tendenza attuale di esportare materie prime e importare prodotti finiti, sottolineando la necessità della lavorazione locale di minerali critici e la creazione di catene di valore regionali. Ramaphosa ha sostenuto che la regione possiede le risorse, le competenze e i mercati necessari per costruire un'economia integrata più robusta.
Ramaphosa ha attribuito questa situazione in parte alle infrastrutture dell'epoca coloniale che hanno facilitato il movimento delle materie prime verso luoghi lontani piuttosto che favorire la connettività interna. Ha sostenuto un aumento degli investimenti in raffinazione, fusione, generazione di elettricità, infrastrutture idriche, strade, ferrovie e porti. Ramaphosa ha anche affrontato la questione della dipendenza sanitaria, affermando che la regione deve ridurre la sua dipendenza dai farmaci importati. Ha proposto che l'approvvigionamento combinato possa generare un'assicurazione di mercato sufficiente per promuovere la produzione farmaceutica a livello locale.
Inoltre, ha sottolineato l'importanza di sviluppare corridoi di trasporto regionali come i corridoi di Maputo, Nord-Sud, Trans-Kalahari, Beira e Lobito, che, secondo lui, dovrebbero facilitare il movimento di energia, dati e persone. Ramaphosa ha messo in guardia contro la replica dei modelli economici passati nell'era digitale, osservando che la regione rischia di esportare dati mentre importa tecnologia. Ha identificato la disoccupazione giovanile come una delle minacce più urgenti per la stabilità e lo sviluppo della regione, definendola un ostacolo importante per il raggiungimento della Vision 2050.
Inoltre, ha condannato la discriminazione contro i cittadini stranieri in Sudafrica, affermando che la vera integrazione regionale non può coesistere con pratiche esclusive. Ramaphosa ha riconosciuto il conflitto nell'est della Repubblica Democratica del Congo come "la prova più grave della nostra determinazione collettiva" e ha onorato i soldati SADC che hanno perso la vita durante il servizio.
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