L'Australia ha confermato il suo primo decesso di massa di uccelli legato al virus dell'influenza aviaria H5N1 lunedì, sollevando preoccupazioni per la sua potenziale diffusione lungo la costa meridionale. L'incidente, che coinvolge circa 50 grandi gabbiani dal becco nero trovati morti vicino a Capo Jaffa, a 250 chilometri a sud di Adelaide, segna un'escalation significativa nella battaglia in corso del paese contro la malattia. Gli uccelli sono stati scoperti durante un'operazione di sorveglianza in elicottero venerdì, con test che confermano la presenza del ceppo altamente patogeno del virus. Il governo australiano ha emesso avvertimenti che l'epidemia potrebbe portare a ulteriori perdite tra le popolazioni di uccelli selvatici e porre rischi per gli allevamenti di pollame.
Il ministro dell'Agricoltura Julie Collins ha dichiarato che la conferma dell'H5N1 nella popolazione di gabbiani indica una minaccia più ampia per la fauna selvatica e gli ecosistemi. "Dobbiamo aspettarci focolai più diffusi e un numero più elevato di animali colpiti", ha detto ai giornalisti a Canberra. "Secondo Collins, ci sono stati 74 casi confermati del virus in tutta l'Australia, principalmente concentrati nell'Australia occidentale e nel Queensland, sebbene la maggior parte sia stata registrata nell'Australia meridionale. Il governo ha adottato diverse misure per contenere l'epidemia, compresi protocolli di biosicurezza più rigorosi nelle fattorie, test sugli uccelli costieri e programmi di vaccinazione rivolti alle specie vulnerabili".
Questi sforzi sono avvenuti dopo che sia l'Australia che la Nuova Zelanda si erano ampiamente preparate per la possibilità di un focolaio di H5N1, avendo attuato misure precauzionali da quando il virus è stato rilevato per la prima volta all'inizio di quest'anno. Il ceppo H5N1 ha già causato enormi vittime a livello globale, uccidendo centinaia di milioni di uccelli e altri mammiferi, portando a perdite economiche misurate in miliardi di dollari per gli allevatori di pollame. Negli Stati Uniti, il virus ha infettato il bestiame e portato all'accumulo di carcasse di uccelli sulle spiagge, creando sfide ambientali e di salute pubblica.
Mentre il virus può teoricamente infettare gli esseri umani che entrano in contatto con animali infetti, i funzionari sottolineano che il rischio per le popolazioni umane rimane basso. La scoperta di H5N1 nelle popolazioni di uccelli selvatici solleva ulteriori preoccupazioni sulla capacità del virus di adattarsi e sopravvivere in diversi ambienti. Gli scienziati avvertono che tali adattamenti potrebbero aumentare la probabilità di trasmissione agli uccelli domestici e potenzialmente anche agli esseri umani. Il Dipartimento australiano dell'Agricoltura ha intensificato gli sforzi di monitoraggio, in particolare lungo la costa, dove i modelli migratori degli uccelli potrebbero facilitare la diffusione del virus in nuove regioni.
In risposta alla crescente minaccia, le autorità hanno esortato gli allevatori a mantenere rigorose pratiche igieniche e a segnalare immediatamente qualsiasi segno di malattia nei loro greggi. Alcune aziende avicole sono già state chiuse come misura preventiva, seguendo linee guida volte a ridurre al minimo il rischio di infezione. Nonostante queste precauzioni, gli esperti avvertono che la situazione rimane fluida e richiede una continua vigilanza. L'epidemia ha anche attirato l'attenzione delle organizzazioni sanitarie internazionali, che stanno seguendo da vicino gli sviluppi in Australia.
I funzionari dei paesi vicini, compresa la Nuova Zelanda, hanno espresso preoccupazione per il potenziale di trasmissione transfrontaliera, date le rotte migratorie condivise di alcune specie di uccelli. Ciò ha spinto discussioni sulla cooperazione regionale per gestire efficacemente la diffusione del virus. Mentre l'indagine continua, gli scienziati stanno lavorando per determinare l'origine esatta dell'epidemia e valutare l'estensione della portata del virus. I risultati preliminari suggeriscono che l'infezione potrebbe essere originata da un piccolo numero di uccelli contaminati, che poi hanno diffuso rapidamente la malattia all'interno della popolazione locale di gabbiani.
Ulteriori studi si concentreranno sull'identificazione delle vie specifiche di trasmissione e sulla valutazione dell'efficacia delle attuali strategie di contenimento.
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