Il regista italiano Luca Guadagnino ha presentato la sua prima grande collaborazione con Zara, una collezione che fonde moda, mobili e interior design. La collezione, denominata Baisi Guadagnino, debutterà durante la Settimana della Moda di Milano questo mese e comprende 65 pezzi per la casa e 75 capi di abbigliamento e accessori. Secondo le fotografie iniziali rilasciate dal marchio, la collezione rappresenta una delle collaborazioni più intriganti della storia di Zara, fondendo l'estetica cinematografica di Guadagnino con la sensibilità del design funzionale del collaboratore di lunga data Stefano Baisi.
La partnership tra Guadagnino e Baisi risale a anni fa, a partire dal loro lavoro sul film Queer, dove Baisi ha ricoperto il ruolo di designer di produzione. La loro relazione creativa si è estesa oltre il set cinematografico, portando a un'esplorazione più ampia dei concetti di design. Questo nuovo progetto segna un'evoluzione significativa della loro visione congiunta, espandendosi in una collezione completa che abbraccia sia la moda che l'interior design. Secondo Baisi, l'idea per la collaborazione è nata da un tavolo progettato nel 2018 per un cliente privato, che non è mai stato realizzato. Quel concetto è diventato il punto di partenza per una visione molto più grande, che alla fine ha portato a una collezione di 140 articoli.
Per la casa, la collezione presenta divani, poltrone, tavoli, sedie, lampade, specchi, posate e elementi decorativi. La porzione moda comprende giacche di pelle, camicie di seta e cappotti, tutti realizzati con attenzione ai dettagli e una distinta identità visiva. Guadagnino ha descritto la collezione come una sintesi di diverse influenze, tra cui il modernismo italiano, l'estetica degli anni '70 e '80, forme futuristiche e una tavolozza di colori cinematografica. Tra le principali ispirazioni c'erano le opere di Gio Ponti, uno dei designer più influenti dell'Italia del XX secolo, il cui approccio al design ha collegato la funzionalità industriale con l'espressione personalizzata.
Guadagnino ha elogiato l'apertura di Ponti alla sperimentazione, notando come i suoi disegni occupavano un posto unico nel pantheon della bellezza e dell'intelligenza. Un'altra influenza citata da Guadagnino è stata Lina Bo Bardi, un architetto e designer brasiliano il cui lavoro ha paragonato a quello di Alfred Hitchcock.
Tuttavia, Guadagnino ha sottolineato che l'obiettivo non era quello di creare un omaggio ai designer del passato, ma piuttosto di intrecciare insieme molteplici riferimenti in un'estetica coesa e originale. Il linguaggio visivo della collezione è definito da forme arrotondate, scultoree, finiture lucide, legno, pelle, metallo e travertino, combinate con accoppiamenti di colori sorprendenti. Divani e poltrone si distinguono per le loro linee lisce, quasi sensuali, che riflettono l'approccio di Guadagnino alla trasformazione di strutture rigide in forme fluide e organiche. Questi pezzi esemplificano l'attenzione della collezione sulla creazione di un dialogo senza soluzione di continuità tra forma e funzione, in cui ogni elemento serve sia a uno scopo estetico che pratico.
La collaborazione con Zara segna un'altra pietra miliare nella carriera di Guadagnino, a seguito di precedenti progetti come un cortometraggio creato per il marchio nel 2021 e la partecipazione a una collezione speciale per commemorare il 50° anniversario di Zara.
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