Un nuovo round di guerra propagandistica è scoppiato in Bosnia ed Erzegovina, con cartelloni pubblicitari e graffiti che accusano l'ex Presidente della Presidenza Alija Izetbegović di crimini di guerra. Questi manifesti sono stati posizionati a Sarajevo orientale, in coincidenza con l'anniversario della morte di Izetbegović nel 2003. I messaggi, scritti in cirillico e in inglese, affermano che le sue mani sono ancora 'non lavate' di sangue e che rimane responsabile di crimini contro il popolo serbo. I politici locali della Repubblica Srpska hanno sostenuto questa iniziativa, con alcuni che hanno espresso ammirazione per il progetto nonostante l'incertezza su chi l'ha organizzato. In risposta, un messaggio di graffiti con la scritta "genocidaši" (genocidale) è apparso su un edificio a Sarajevo orientale, provocando l'intervento della polizia. Questo conflitto tra Sarajevo e Sarajevo orientale è iniziato nel 2023, con entrambe le parti che hanno usato gli spazi pubblici per mostrare messaggi che evidenziano le lamentele storiche legate alla guerra in Bosnia.
Lettura del bias (Conservatore): L'articolo inquadra le azioni della Republika Srpska come risposte giustificate alle accuse contro Alija Izetbegović, sottolineando la loro narrazione della sofferenza serba durante la guerra. Il documento sottolinea il sostegno dei politici locali della Repubblica Srpska e descrive i graffiti come un diretto contrasto a '




